I lavoratori, riunitisi in assemblea oggi pomeriggio, hanno votato per mantenere il blocco della produzione. Le trattative di giovedì non hanno infatti portato a risultati. Unia: “No ai ricatti e sì alla dignità!"

MENDRISIO – Ancora sciopero alla Exten di Mendrisio: gli operai, riunitisi in assemblea oggi pomeriggio attorno alle 14, hanno infatti votato la continuazione a oltranza.
Il blocco della produzione era cominciato giovedì mattina alle 5. I lavoratori della ditta di produzione e lavorazione di materiale plastico hanno deciso, sostenuti da Unia, di incrociare le braccia in seguito alla decisione della direzione di imporre tagli salariali del 26% per i frontalieri e del 16% per i residenti tramite un “addendum” al contratto individuale di lavoro. Una decisione presentata, sostiene il sindacato nella nota odierna in cui informa della prosecuzione dello sciopero, “nella forma del ricatto secondo la logica “se non firmi chiudiamo la fabbrica”, senza illustrare a fondo le cifre economiche e senza alcun orizzonte temporale di rientro”.
A poco sono valse le trattative avute durante la giornata di giovedì 18 febbraio. “La direzione dell’azienda – scrive Unia –, perdendo di vista il vero senso dell’azione delle maestranze, ha ciecamente preferito seguire una logica di principio, ovvero che il lavoratori hanno scientemente firmato un accordo, assumendosene le responsabilità”.
Si tratta di “uno schiaffo morale ripetuto più volte” di fronte ai lavoratori che “hanno chiesto prioritariamente una sola cosa, chiara e trasparente: annullare gli accordi individuali, sedersi ad un tavolo, condividere le problematiche e cercare di trovare delle soluzioni, che contemplino anche dei sacrifici se necessario! La risposta? NO. Altrettanto limpida. Una questione di principio”.
E allora, prosegue Unia, “se questione di principio deve essere, lo è, ancora più forte, quella espressa dai lavoratori. Senza l’annullamento delle misure prese (e non si cavilli oltremodo legalmente: i modi ci sono) non ci sarà una ripresa della produzione!”
I punti presentati alla direzione quale possibilità di riapertura dell’attività restano quindi attuali:
1. la Direzione di EXTEN SA annulla gli accordi sottoscritti a partire dall’11 febbraio 2015 con i dipendenti, che contemplano delle decurtazioni salariali (cfr. “addendum al contratto di lavoro personale in essere”);
2. il Sindacato Unia Regione Ticino e Moesa promuove l’immediata risoluzione dell’azione di protesta iniziata il 19 febbraio 2015 ed il ritorno al lavoro dei dipendenti;
3. le parti sottoscrivono un’agenda di trattative volta alla valutazione e possibile risoluzione della problematica sulla scorta di tutte le informazioni finanziarie ed economiche, con un nuovo accordo entro e non oltre il 31 marzo 2015, retroattivo al 1° marzo 2015;
4. viene costituita una commissione d’impresa composta da lavoratrici/ori che segue le trattative e si incarica di gestire i rapporti futuri con la Direzione;
5. la Direzione di EXTEN SA non adotta nessuna misura disciplinare nei confronti di coloro che partecipano alle misure di mobilitazione che sono state decise democraticamente nelle assemblee.