CRONACA
Exten, la legale della ditta scrive a Unia: “State illudendo i lavoratori e mettendoli in pericolo con uno sciopero totalmente illecito”
Nella lettera aperta inviata a Vicenzo Cicero e ai colleghi di sindacato, accusati di star manipolando i dipendenti, la legale denuncia: “Avete impedito a chi lo voleva di lavorare, diffondete informazioni false… Mi chiedo allora chi sta minacciando chi”

MENDRISIO – “La ditta Exten SA ha deciso di mantenere tutti i posti di lavoro quando la soluzione più semplice era di licenziare o chiudere la ditta. Mi chiedo allora chi sta minacciando chi?” A porre la domanda, in una lettera aperta indirizzata a Vincenzo Cicero, è Prisca Renella, legale della ditta di Mendrisio al centro della cronaca in questi giorni per lo sciopero ad oltranza seguito agli importanti tagli salariali decisi dalla direzione.

“In qualità di legale della Exten SA – si apre la missiva –, sono stupita che continuate Lei e i Suoi colleghi dell’UNIA ad illudere i lavoratori della società con richieste che sapete benissimo essere impossibili. Sono inoltre scioccata che continuate a mantenere uno sciopero illecito (vedi motivazioni in coda all’articolo) mettendo in pericolo i contratti di lavoro dei dipendenti della Exten SA. Infatti, forse non li avete avvertiti che i lavoratori che scioperano in modo illecito possono essere licenziati in tronco e tenuti responsabili per tutti i danni così cagionati. Per fortuna i dirigenti della ditta hanno capito che sono da Voi mal consigliati e manipolati e ne terranno dunque conto”.

La legale, che ha preso parte ai negoziati avuti con Unia giovedì scorso, passa poi ha commentare quanto ha avuto modo di vedere. Innanzitutto, scrive, “ho potuto constatare che non vi è alcun giurista o economista fra di Voi che difende questi lavoratori. Sono preoccupata, perché quale specialista del diritto del lavoro, noto importanti lacune a danno dei lavoratori”.

Inoltre, continua, “essendo presente questo stesso giorno alla seconda votazione davanti alla ditta ho potuto vedere che erano mischiati ai dipendenti della Exten SA tanti Suoi colleghi sindacalisti e non era possibile accertare il risultato delle votazioni. Così facendo ingannate i media oltre a fornire loro informazioni false (stipendi errati, fatti inveritieri). Questo è un modo di agire grave e deploro che Vi abbassiate a questo livello per mettere paura ad una ditta che ha agito correttamente”.

Infine, “ho visto dei lavoratori che volevano entrare a lavorare, ma che Voi avete bloccato. Questo va contro la libertà personale del lavoratore e Vi chiedo pertanto di cessare questo bullismo penalmente reprensibile”, scrive ancora Renella. Come penalmente reprensibili sono gli spintoni che uno dei sindacalisti avrebbe dato a un dipendente della ditta, aggiunge citando un episodio che le è stato riferito.

“La ditta Exten SA ha deciso di mantenere tutti i posti di lavoro quando la soluzione più semplice era di licenziare o chiudere la ditta. Mi chiedo allora chi sta minacciando chi?”

Per tutti questi motivi – conclude –, Le chiedo di rifletter al vero interesse dei dipendenti della Exten SA, alla sopravvivenza della ditta e quindi di smettere di cagionare ulteriori danni con i Vostri blocchi. Per sopravvivere la ditta ha bisogno di tutti i suoi collaboratori”.

“Uno sciopero totalmente illecito”

Come si legge fra le righe nel primo paragrafo della lettera, la valutazione a cui è giunta la legale è che lo sciopero sia illegittimo. Le motivazioni sono contenute in un altro documento in cui Renella riassume le condizioni affinché uno sciopero sia lecito esaminandone i quattro punti cardine e chiarendo che “basta una condizione non rispettata a renderlo illecito”.

Il primo punto riguarda i dipendenti che devono essere all’origine dello sciopero. Nel caso della Exten, scrive, il rispetto di questa condizione è “dubbio, in quanto sembra iniziato da UNIA e imposto ai dipendenti che vogliono lavorare”.

Secondo punto: non prendere il posto dei tribunali nelle proprie richieste. “Condizione non soddisfatta: i scioperanti dicono che la modifica salariale non è valida perché è stata fatta con la minaccia. La società, invece,  afferma che non vi è stata alcuna minaccia e hanno rispettato il lavoratore. Dato che questo problema può essere risolto davanti a un giudice, non si può scioperare”.

Il terzo punto riguarda il non violare la pace contrattuale prevista dal CCL, quando questo vi sia. Ma non essendoci alcun contratto collettivo in ballo nel caso di Exten, “non è necessario rispettare questa condizione”.

Infine, lo sciopero deve “essere l’ultima misura possibile”. Condizione, scrive, non rispettata. “Unia non ha negoziato, né intrapreso alcuna mediazione prima di scioperare, malgrado i dirigenti della ditta si erano resi disponibili al dialogo”.

Per questi motivi, conclude, “lo sciopero è totalmente illecito”.

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