Sono ormai dieci mesi che, tra prigione e arresti domiciliari, Enderlin vive in stato di privazione della libertà

LUGANO - Il giudice per i provvedimenti coercitivi ha prolungato oggi di un altro mese la carcerazione preventiva per l’imprenditore e politico luganese Davide Enderlin. Dopo il duplice arresto in Italia, prima a Genova (dove è indagato per il caso della Banca Carige) e poi a Como, dove è rimasto per un certo periodo di domiciliari, Enderlin è stato estradato in Ticino il 30 dicembre scorso. In totale, tra carcere e arresti domiciliari, ha già scontato una decina di mesi di privazione della libertà.
Il procuratore Andrea Minesso, che coordina le inchieste sul versante ticinese accusa Enderlin di vari reati finanziari, tra i quali amministrazione infedele e appropriazione indebita. Le indagini riguardano il fallimento della Pramac Suisse di Riazzino e malversazioni su somme di denaro che Enderlin gestiva tramite la sua fiduciaria. Ma sembra che le denunce si stiano moltiplicando, motivo per cui il magistrato ha chiesto una proroga della detenzione.
L’accordo raggiunto tra Svizzera e Italia per l’estradizione prevede che, una volta terminata l’inchiesta ticinese, Enderlin possa di nuovo essere a disposizione delle autorità italiane per ulteriori interrogatori, dal vivo o in videoconferenza.
Red