È stato Francesco Caccia a parlare di 90'000 franchi, sperando probabilmente di appianare grazie al rimborso di quella somma da parte dell'assicurazione malversazioni precedenti sulla contabilità dell'Ente

LOCARNO – Ma quanti soldi c’erano nella cassaforte dell’Ente turistico di Locarno? Novantamila franchi in contanti, come abbiamo riferito ieri? O “solo” trentamila, come scrivono oggi i quotidiani? O forse ancora meno?
Una cosa è certa: Francesco Caccia, direttore finanziario dell’organizzazione turistica Lago Maggiore, la mattina in cui è stato scoperto il furto che lui stesso aveva commesso nella notte, ha dichiarato che in cassaforte c’erano 90'000 franchi. E stando a nostre informazioni si sarebbe pure disperato: “Che stupido sono stato a lasciare tanti soldi in cassa!”, avrebbe detto in sostanza ai colleghi.
Il furto è avvenuto attorno al 25 febbraio e ci sono voluti circa quindici giorni per arrivare a concentrare i sospetti sul direttore finanziario, escludendo altri potenziali autori all’interno dell’Ente, fino alla confessione di settimana scorsa.
Poi gli investigatori hanno cercato di capire il movente del furto e l’entità del denaro sottratto. La somma si è così ridimensionata, ma non è ancora stato accertato quanto esattamente ci fosse in cassaforte. La risposta verrà dalle verifiche contabili in corso che andranno incrociate con le dichiarazioni rese a verbale da Caccia. Verifiche che sono state estese anche ad altri enti o associazioni nelle quali il 47enne di Cadenazzo era attivo e aveva accesso alla contabilità.
Ma perché il direttore ha parlato di 90'000 franchi? Anche qui siamo a livello di ipotesi. La più accreditata è che Caccia sperasse di ottenere il rimborso di quella somma dall’assicurazione, così da poter coprire prelevamenti effettuati in precedenza dalla cassa dell’Ente turistico. Insomma, avrebbe inscenato il furto con due obiettivi: appropriarsi di alcune migliaia di franchi in contanti e appianare – tramite il risarcimento assicurativo - ammanchi provocati in precedenza nella contabilità dell’Ente.
emmebi