CRONACA
Le asportano entrambe i seni per errore, tragico scambio di pazienti alla Sant’Anna. Branda: “La clinica sapeva e non ha denunciato. Fatto grave”
I fatti risalgono a un anno fa, la donna, difesa da Mario Branda, è stata sottoposta per errore a una mastectomia totale bilaterale scoprendo al verità solo quattro mesi più tardi. “Voglio la verità e voglio evitare ad altri il mio calvario”

LUGANO – Doveva subire una incisione per togliere un tumore dietro a un capezzolo e si è risvegliata dall’intervento con entrambe i seni asportati a causa di uno scambio di pazienti avvenuto in sala operatoria. È il tragico e grave errore avvenuto alla Clinica Sant’Anna di Sorengo di cui riporta oggi LaRegione che raccoglie la testimonianza della paziente.

I fatti risalgono a un anno fa. La donna, una 67enne del Sottoceneri, ha deciso di raccontare quanto le è accaduto non per denaro, ma per arrivare alla verità ed evitare ad altri il suo calvario, racconta al quotidiano.

Svegliatasi con una mastectomia totale bilaterale, alla donna era stato detto che il tumore era più radicato del previsto e si era resa necessaria l’asportazione di entrambe i seni. A dirglielo, lo stesso medico operante, un ginecologo, ostetrico del Sottoceneri.

Era luglio dell’anno scorso e la verità è emersa solo quattro mesi più tardi, dopo che la donna, tornata a casa distrutta dall’intervento, comincia ad avere dei dubbi sull’operazione e decide, in ottobre, di segnalare il caso alla Commissione di vigilanza sanitaria. Verso metà novembre arriva poi la telefonata del suo medico che la invita a un incontro. “Mi dà una nuova versione dei fatti: dice che c’è stato un errore, uno scambio di pazienti in sala operatoria”. Interrogato dal procuratore pubblico – il caso ha dato avvio anche a una inchiesta della Magistratura per determinare le responsabilità di quanto avvenuto –, il medico conferma spiegando di aver atteso a dire la verità  per non traumatizzare la paziente.

In maggio scatta quindi la denuncia contro il medico e altri ignoti per lesioni intenzionali gravi e lesioni colpose. Titolare dell’inchiesta è il procuratore pubblico Paolo Bordoli. Mentre avvocato della donna è Mario Branda, che sempre dalle pagine de LaRegione critica duramente il silenzio della clinica.

“Siamo in presenza di un reato: se fosse successo in una struttura pubblica sarebbe stato segnalato in Procura. In questo caso, la clinica non l’ha fatto. Ed è molto grave: conoscevano i fatti dallo scorso novembre”, commenta Branda ricordando che la legge sanitaria impone l’obbligo di informare la Magistratura.

L’inchiesta, conclude Branda, “dovrà ora chiarire come si è potuto operare il paziente sbagliato in sala operatoria: vogliamo sapere se le procedure erano corrette, che cosa c’era scritto sulla cartella sanitaria, le eventuali responsabilità degli operatori sanitari presenti o dell’organizzazione”.

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