LUGANO - Un caso che stupisce, indigna, fa discutere. Sono molteplici e severe le critiche per il caso della donna a cui per errore sono stati esportati entrambi i seni durante un intervento chirurgico alla clinica Sant'Anna di Sorengo. Un dibattito a più voci che tiene banco sui quotidiani che dedicano ampio spazio alla vicenda.Giorgio Merlani, intervistato dal Corriere del Ticino, non ci gira intorno: "È chiaro che l’errore è un errore grave". Il medico cantonale si concentra in particolare sul comportamento del chirurgo che in un primo momento ha nascosto l'errore. Secondo le ricostruzioni il medico avrebbe in un primo tempo spiegato alla donna di aver asportato entrambi i seni poiché il tumore per il quale doveva essere operata era più esteso del previsto. Una versione ribadita per quattro mesi nonostante i dubbi della 67enne. Non volevo creare un danno psicologico, si è poi giustificato il medico quando la verità è emersa. "È logico - dice a questo proposito Giorgio Merlani - che la menzogna c’è stata perché a monte c’è stato un errore. La Legge prevede sì il privilegio terapeutico (e cioè una limitazione dell’informazione tra medico e paziente quando una diagnosi rischia di avere gravi ripercussioni psichiche sulla persona in cura), ma questa situazione sarebbe dovuta durare un paio di giorni. Logico che più si allungano i tempi più il medico sarà giudicato con severità".Molto critico anche il giudizio di Paolo Beltraminelli: "È un caso grave, è giusto parlarne - ha dichiarato il ministro della sanità alla Regione - mi sarei aspettato una segnalazione da parte del medico e della clinica. Una segnalazione mai arrivata. Avvengono 60mila operazioni l’anno in Ticino e di errori gravi ne sono successi due in 14 anni. Sono quei casi che scuotono"."Il caso è gravissimo e, soprattutto, è stato gestito molto male, con l’intento di insabbiare la vicenda più che di optare per la trasparenza, per fare in modo che casi del genere non si ripetano". Questa invece la "bordata" che Laura Regazzoni Meli, segretaria dell’Associazione dei consumatori della Svizzera italiana (Acsi), affida sempre al quotidiano bellinzonese.