Il 40enne è finito nella rete del radar su via San Pietro, il tratto di strada che dai semafori di Paradiso sale verso l’autostrada e la cantonale che porta a Pambio
LUGANO – Una pattuglia della Polizia di Lugano ha beccato martedì scorso, 19 aprile, un motocilista che viaggiava a 127 chilometri all’ora sul limite di 60. Il centauro – emulo di Lorenzo o di Valentino Rossi - è finito nella rete del radar su via San Pietro, il tratto di strada che dai semafori di Paradiso sale verso l’autostrada e verso la cantonale che porta a Pambio e poi a Grancia.
L’uomo, un 40enne ticinese che abita nel Malcantone, è stato denunciato per pirateria stradale e la moto gli è stata sequestrata seduta stante, insieme alla patente.
Non era notte fonda: erano le 12 e mezza di una normale giornata di lavoro, in una zona dove il traffico è sempre intenso. Anche se quel tratto stradale è rettilineo e invoglia alla velocità, anche se una moto potente come quella del protagonista supera in pochi secondi i cento all’ora, non va dimenticato che poche centinaia di metri dopo si creano spesso colonne di veicoli in direzione di Grancia. Si tratta quindi di una zona potenzialmente pericolosa.
Fin qui la cronaca. Per chiudere, una riflessione: per colpa di gente del genere, che non ha il minimo e ragionevole rispetto dei limiti di velocità e che usa le strade come fossero circuiti da Formula 1 o da Moto GP, è difficile far passare a livello politico l’idea di ridimensionare le folli norme di Via Sicura.
Per colpa di gente del genere ci saranno sempre più controlli radar (e ci si dirà che sono necessari) che penalizzano anche chi supera i limiti di pochi chilometri orari.
Per colpa di gente del genere, automobilisti e motociclisti saranno sempre più considerati dei potenziali pirati della strada. E alla fine, purtroppo, nessuno si potrà lamentare.
emmebi