CRONACA
La storia di Andrea e Raffaella, del loro sogno d'amore, e di Nicolas, che oggi compie dieci giorni, ma crescerà senza suo padre, ucciso una settimana dopo la sua nascita da un pirata della strada. Christian, il cognato: "Quello che io ora vorrei..."
“Era sempre felice, entusiasta di tutto – racconta Christian, il cognato -. E amava profondamente la Svizzera perché si riconosceva nell’ordine, nella pulizia, nella puntualità, che sono i valori di questo Paese”. E ringrazia per l'affetto e la solidarietà di tanta gente che...
di Marco Bazzi

Oggi Nicolas Sigieri compie dieci giorni. È nato venerdì 3 novembre alla clinica Santa Chiara di Locarno. Ha avuto appena il tempo di aprire gli occhi alla vita e di rivolgere i primi sguardi a suo padre, di percepire il suo amore, di sentire le sue carezze…

Ma quegli sguardi e quelle carezze Nicolas Sigieri non li ricorderà, perché il tempo della memoria per lui deve ancora venire…
da un pirata della strada una settimana dopo la sua nascita, venerdì 11novembre.

Porta due nomi, quel bimbo, Nicolas e Sigieri, un nome antico di origine germanica, che significa “vittorioso sugli eserciti”. Oggi è il suo decimo giorno di vita. Crescerà senza l’amore, il sostegno e la protezione di un padre.

. Era originario di Varese, e da due si era unito in matrimonio con Raffaella, 37 anni, anche lei di Varese. L’aveva conosciuta diversi anni prima. Una storia d’amore, le nozze e poi il grande sogno: un figlio insieme.

Andrea si era laureato in scienze naturali, ma non trovando un impiego nel suo settore aveva lavorato all’ufficio Tax Free di Malpensa. Ma era un lavoro durissimo, e che non gli dava soddisfazioni, così si era rimesso a studiare, conseguendo una seconda laurea, in analisi biomediche.

Dopo aver perfezionato il tedesco, aveva trovato un posto in Svizzera, prima a San Gallo, poi a Zurigo, all’Unilab. In seguito, un paio d’anni fa era stato assunto al laboratorio di analisi della Santa Chiara e aveva affittato un appartamento a Morcote per stare vicino a Raffaella, che lavora in un’azienda di Paradiso, e alla propria famiglia: i genitori e un fratello.

Era un uomo forte e pieno di vita, alto oltre due metri, e per questo gli amici lo chiamavano “Giga”, il Gigante Buono… Aveva la passione per la montagna, in particolare per la raccolta di funghi. Ultimamente si era avvicinato alla pesca, aveva comprato l’attrezzatura, ma non ha avuto il tempo di coltivare questa sua nuova passione…

A Morcote, pur abitandoci solo da un paio d’anni, aveva conosciuto molta gente, perché era una persona affabile, disponibile, estroversa, sorridente, e andava d’accordo con tutti.

Spesso al lavoro ci andava in treno, ma poi ha comprato quello scooter, un 125, e ha trovato comodo usarlo non solo per recarsi in stazione ma anche per andare e tornare da Locarno. Aveva detto che sarebbero stati gli ultimi giorni, poi avrebbe ricominciato a usare il treno.

“Era sempre felice, entusiasta di tutto – racconta Christian Della Ragione, suo cognato -. E amava profondamente la Svizzera perché si riconosceva nell’ordine, nella pulizia, nella puntualità, che sono i valori di questo Paese”.

Quello che vorrei ora io… dice Christian…

“Quello che vorrei, anche se non servirà a riportare in vita Andrea, è che la legge venisse applicata senza sconti, perché di sconti e di attenuanti in questo caso non  si può proprio parlare. Ci sono solo aggravanti per l’uomo che ci ha portato via Andrea”.

E conclude raccontandoci la solidarietà, le tante testimonianze di vicinanza e di affetto che la famiglia sta ricevendo da tutto il Ticino. “Molte persone mi hanno contattato per dare un aiuto a Raffaella e a Nicolas, sotto forma di denaro o di vestitini”.

Questa mattina un amico mi ha scritto: “Lo sai che questa notte ho sognato di aver conosciuto quella povera donna rimasta sola con un bambino di pochi giorni? Tu sai chi è quel bastardo? Meriterebbe di essere lapidato”.

Lo so... E, so anche chi è, ma cosa conta, ormai?

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