CRONACA
Il Sanremo di Riccardo Pellegrini: "Edizione strana. Dopo 23 anni non sarò all'Ariston. Oggi valgono più i like dei dischi venduti"
Lo storico speaker di Radio 3i parteciperà 'da remoto': "I tempi sono cambiati. Quanti dei 'big' possono considerarsi tali? Gazzè mi piace. E tra i giovani..."

SANREMO/TICINO – Il Festival di Sanremo è pronto a partire. Logico, anche la più grande kermesse musicale d’Italia si è dovuta chinare alle dinamiche legate alla pandemia, ma il Festival si fa. Senza pubblico, con pochi giornalisti presenti nella città dei fiori, ma si fa.

La ‘70+1’ – come la battezzano gli organizzatori – sarà un’edizione ‘inedita’ anche per Riccardo Pellegrini, storico speaker di Radio 3i, che per la prima volta dopo 23 anni non seguirà la manifestazione dalla sala stampa dell’Ariston.

Pellegrini resta uno dei giornalisti accreditati al voto, ma seguirà le dinamiche del Festival da remoto. “È una sensazione – racconta a Liberatv – molto strana. Non vedo l’ora che finisca, anche se deve ancora iniziare (ride ndr). Ho già voglia di pensare alla prossima edizione. La sera sarò regolarmente in onda con ‘Disera Dinotte’ su Radio 3i. Con un orecchio ascolterò la mia trasmissione e con l’altro Sanremo. Poi, dopo mezzanotte, andrò a casa a rivedermi la puntata”.

Quello che si appresta a iniziare sarà “un Festival strano con nomi sconosciuti e un cast particolare. Al giorno d’oggi, infatti, partecipano cantanti con più like che dischi venduti. Quello attuale è un Festival di Sanremo pensato per radio e social. È il nuovo tiro di Sanremo, ma hanno dimenticato che siamo a Sanremo e non ad ‘Amici’”.

E ancora: “Ogni direttore artistico ha la sua politica. Ultimamente si punta molto nel portare i giovanissimi all’ascolto. La schiera dei big viene continuamente allargata, includendo sempre più ragazzini che musicalmente non hanno ancora dimostrato niente. A questi, vengono aggiunti ‘vecchi nomi’ un po’ per accontentare tutti. Il rischio è che venga fuori una pasta dai troppi sapori. C’è da dire che la formula viene comunque premiata dai dati di ascolto. Dati che quest’anno si preannunciano ancor più elevati, in ragione del fatto che anche in Liguria, ovviamente, vige il coprifuoco. Si registreranno verosimilmente ascolti enormi a discapito di quello che dovrebbe essere il vero Sanremo”.

Anche il cast degli ospiti speciali non convince lo speaker. “Fiorello porta via un sacco di tempo con gag che fanno ridere solo Amadeus. Ibra – e lo dico da milanista – sarebbe stato sufficiente per una sola serata, non cinque. Stesso discorso per Achille Lauro. Tutti sketch che rubano tempo a una programmazione che prevede già di durare fino alla una e mezza di notte. Quando ero ragazzo, i super-ospiti erano i Queen, Peter Gabriel. Ora, con tutto il rispetto, una super ospite è Alessandra Amoroso… Di 26 ‘big’ in gara, quanti possono essere realmente considerati tali? Forse dieci, esagerando…”.

“Tutto – aggiunge – porterà a grandi numeri, ma allora non chiamiamolo più Sanremo… I tempi sono cambiati: ora si bada più ai social e ai like. Io continuerò a seguire Sanremo perché, ormai, è una malattia cronica. I cambiamenti, però, mi lasciano anche un po’ intristito”.

Pellegrini ha avuto modo di ascoltare in anteprima le canzoni e leggere i relativi testi. “Mi piace molto quella di Max Gazzè. Il titolo ‘farmacista’ la dice lunga...Anche la proposta di Malika Ayane non mi dispiace e, tra i giovani, mi piacciono le canzoni di Fulminacci, Gio Evan e Willie Peyote. Quest’ultimo porta un testo molto forte e reale”.

“Mi permetto di segnalare un artista, giovane, che non partecipa a Sanremo, ma pubblica musica di assoluta qualità. Parlo di Andrea Laszlo De Simone con la canzone ‘Vivo’. A qualcuno ricorderà De Andrè, a qualcun'altro Tenco”.

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