CRONACA
Il Mattino scarica Zali. "Scelta sofferta, ma coerente"
Per il domenicale pesa (anche) il silenzio: “O non si è posto il problema delle conseguenze, oppure la cosa gli è indifferente”
TIPRESS

LUGANO – Nessun riferimento alla vicenda Zali in prima pagina sul Mattino della Domenica, ma basta sfogliare qualche pagina e anche il domenicale leghista scarica il consigliere di Stato. “Noi non facciamo i pubblici accusatori: già in troppi si sono auto-attribuiti questo ruolo, spesso con intenti tutt'altro che nobili (campagna elettorale pro-saccoccia e contro la Lega). Ma nemmeno facciamo gli avvocati d'ufficio di chicchessia.

I famosi file audio sono di certo frutto di registrazione illecita. Anche la formulazione “suggestiva” delle domande della donna, un qualche interrogativo lo suscita: quel “ma allora tu mi stai dicendo di riempirla di botte?”, sembra studiato apposta per incastrare l'interlocutore. Per fargli dire qualcosa di compromettente da poi usare contro di lui. Per le questioni di natura penale, la presunzione di innocenza vale per tutti. Anche per il presidente del CdS”, si legge nell’articolo. “Ciò premesso, il tema è un altro. Finora Zali non ha smentito il contenuto dei file audio: se ne deve purtroppo dedurre che non si tratta di “fake”. Alle telefonate si è aggiunta l’escalation del caso del “14enne della Farera” (dal punto di vista penale finirà probabilmente in nulla) e la mail “perentoria” ai vertici EOC, per far assumere proprio l’“amica” che poi l’avrebbe messo nella melma. Vicende che sembrano, alla fine, diverse manifestazioni di un medesimo approccio. Della serie “e qui comando io…””.

E ancora: “Purtroppo, non si è finora visto, a vari giorni dallo scoppio del “caso”, alcun tentativo da parte del Consigliere di Stato di attutire il colpo: se non ha ritenuto di farlo per sé, avrebbe potuto pensare almeno al Movimento d’appartenenza. Avrebbe anche potuto esprimere rincrescimento per le difficoltà provocate alla Lega, invece non si è nemmeno degnato di interrompere le proprie vacanze. Significa o che Zali non si è posto il problema delle conseguenze per la Lega (difficile da credere, non essendo l’intelletto a fargli difetto), oppure che la cosa gli è indifferente”.

In un secondo articolo firmato dall’editrice Antonella Bignasca, il Mattino prende posizione. “Probabilmente qualcuno avrà notato che da alcune settimane non appaiono più sul Mattino i contributi di Claudio Zali. Non si tratta di una coincidenza. Il Mattino - come ripetiamo da tempo - non è il giornale della Lega, bensì un domenicale indipendente che si riconosce nell’area di “centrodestra”, rappresentata soprattutto da Lega e Udc”.

“Per questo, come ribadito a più riprese, siamo sempre stati favorevoli all’alleanza, storicamente proficua, tra le due formazioni politiche, e continuiamo ad esserlo. In tempi non sospetti, era il 28 giugno, avevamo scritto che, come pubblicazione d'area, per le elezioni del Consiglio di Stato il Mattino avrebbe sostenuto solo “i candidati in cui si riconosce, quelli che portano avanti i temi importanti per il presente settimanale”, elencandone anche alcuni a titolo di esempio. Tra questi candidati non può per ovvi motivi figurare chi afferma di essere “più vicino ai Verdi che all’Udc”. La distanza politica da Claudio Zali è ormai tale (basta citare l’iniziativa per la riduzione dei dipendenti pubblici, voluta e promossa dal Mattino che ha raccolto oltre 7000 firme, o la gestione del lupo) che, nel caso in cui l'Assemblea della Lega dovesse comunque decidere di ricandidarlo per il CdS, il Mattino non lo appoggerà”.

Per l’editrice del domenicale, “si tratta di una scelta sofferta, ma di coerenza, frutto di una valutazione esclusivamente politica, e nota al diretto interessato. La successiva e recente vicenda personale non cambia, semmai rafforza, questa posizione”.

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