La 52enne aveva pubblicato sui social alcune conversazioni con il consigliere di Stato dimissionario. Al momento è escluso l’intervento di terze persone. Disposta l’autopsia, indagini nel massimo riserbo

MELIDE – È la donna che aveva pubblicato sul proprio profilo social le registrazioni di alcune conversazioni telefoniche con il consigliere di Stato Claudio Zali la 52enne trovata priva di sensi martedì pomeriggio nelle acque del Ceresio, a Melide.
A rivelarlo è la Regione. Il corpo della donna, residente proprio a Melide, è stato rinvenuto poco dopo le 17.30 ad alcuni metri dalla riva. Alcune persone presenti l’hanno soccorsa e trasportata a terra, dove gli agenti della Polizia cantonale hanno iniziato le manovre di rianimazione, successivamente proseguite dai soccorritori della Croce Verde di Lugano. Nonostante gli sforzi, per la 52enne non c’è stato nulla da fare.
Il decesso sarebbe riconducibile a un annegamento e, secondo le informazioni attualmente disponibili, gli inquirenti escludono l’intervento di terze persone. Sarà tuttavia l’autopsia a fornire indicazioni più precise sulle cause della morte e sugli ultimi momenti di vita della donna.
Sul posto sono intervenuti, oltre alla Polizia cantonale, anche gli agenti della Polizia Città di Lugano e della Polizia Ceresio Sud. Gli accertamenti sono coordinati dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri e procedono nel massimo riserbo.
La vittima era diventata nota nelle scorse settimane per avere diffuso sui social alcuni file audio contenenti telefonate con Claudio Zali. Registrazioni che avevano aperto un ulteriore e delicato capitolo nel caso politico e giudiziario che ha coinvolto il consigliere di Stato leghista e che ha preceduto la sua decisione di lasciare il Governo alla fine di settembre.
In uno degli audio attribuiti a Zali, l’uomo suggeriva alla sua interlocutrice possibili comportamenti violenti nei confronti di un’altra persona. Il contenuto delle conversazioni aveva suscitato clamore, aggiungendosi agli altri filoni del caso riguardanti il quattordicenne detenuto alla Farera e la segnalazione inviata all’EOC per l’assunzione di una conoscente.
La morte della 52enne aggiunge ora un risvolto tragico alla vicenda. Allo stato attuale, tuttavia, non emerge alcun collegamento tra il decesso e il caso politico: gli accertamenti preliminari indicano l’annegamento ed escludono il coinvolgimento di altre persone. Le indagini e gli esami medico-legali dovranno chiarire definitivamente la dinamica dell’accaduto.