POLITICA E POTERE
Cavalli da Chavez: "Viva la revolucion!"
Direttamente dal Venezuela il medico esulta per la rielezione del presidente Hugo Chavez

di Italo Carrasco

Pronto dottore, siamo di liberatv.ch. La possiamo disturbare qualche minuto?

Chi?

Liberatv. Un nuovo portale. Lavoro con Bazzi e Leoni…

Senta mi può richiamare fra mezz’oretta. Mi sono appena svegliato e se non mi muovo non mi danno la colazione. Ieri sera sono stato in piazza a festeggiare fino alle 2 di mattina.

Scusi dottore ma dov’é in questo momento?

Sono a Caracas!

…mezz’ora dopo…

Dottore andiamo subito al sodo. L’ha visto Chavez?

Personalmente no. Ieri ero in piazza con un milione e mezzo di venezuelani. Ma negli scorsi giorni abbiamo incontrato molti esponenti del governo.  

Ma è in Venezuela in visita ufficiale?

Sono in missione ufficiale con altre 200 personalità provenienti in gran parte dall’America latina e dal resto del mondo. Siamo stati invitati dal Consiglio elettorale. Una specie di osservatore internazionale?

Non proprio. Qui in Venezuela il Consiglio elettorale è una sorta di quarto potere. È un organismo indipendente che si occupa di vigilare sul buon andamento delle elezioni.

Senta questa volta per Hugo Chavez è stata più dura.

Non direi proprio. Ha vinto in modo molto chiaro, con un distacco netto dall’altro candidato. E comunque ha vinto in modo più convincente rispetto a Hollande con Sarkozy. Poi c’è da dire che Capriles era forte, disponeva di molti mezzi ed era sostenuto dalla classe ricca venezuelana.

Quindi non ci sono crepe nella revolucion bolivariana? Non direi. Sicuramente i problemi non mancano. C’è ancora troppa corruzione. E poi non si possono basare solo sul carisma di Chavez. Ma sa qual’è la cosa bella?

No. Quale?

È stata una bellissima dimostrazione di democrazia. Una vera lotta di classe: da una parte i poveri che sostengono Chavez e dall’altra i ricchi tutti con Capriles. È stata una battaglia democratica per difendere i progetti di liberazione nazionale contro chi vuole svendere le risorse di questo paese.

Già, ma se tutto va bene Chavez comanderà per 28 anni. Non sono un po’troppi in democrazia?

Sicuramente. Chavez deve darsi da fare per dare continuità al suo progetto. Andare insomma oltre a Chavez. E questo è fondamentale in chiave latinoamericana.

Perché secondo lei in Europa Chavez non ha mai fatto breccia? Da noi c’è ancora chi è più innamorato della rivoluzione cubana che non di quella venezuelana.

Una volta ci si innamorava di Cuba e la sua rivoluzione perché c’era il ’68. Si guardava con ammirazione a un modello. Oggi non è più così. Poi nei confronti di Chavez c’è un atteggiamento razzista, con la complicità dei media occidentali.

Cioè?

A differenza di altri leader latinoamericani che hanno radici e atteggiamenti europei, Chavez è un meticcio. E lo è anche nei modi. Ieri per esempio in piazza ha fatto un discorso dai grandi contenuti anche culturali. Poi a un certo punto si è messo a cantare. Lui è fatto così. Se la immagina la Merkel che canta e balla?

In effetti no. Ma le operazioni di voto sono state limpide?

Le ripeto. In questi giorni ho assistito a una grande dimostrazione di democrazia. Ha votato l’80% degli aventi diritto. Già alle 4 del mattino c’erano le file fuori dagli uffici elettorali. C’è stata una grande partecipazione. E poi i risultati sono arrivati poche ore dopo la chiusura dei seggi. Il tutto con milioni di votanti. Ricordo che in Ticino per sapere chi è stato eletto al Nazionale abbiamo dovuto aspettare due giorni. E se si fosse ricontato Pelli probabilmente non sarebbe nemmeno andato a Berna.

Un’ultima domanda. In molti hanno messo l’accento sulla battaglia di Hugo Chavez contro il cancro. Non si sa come stia in realtà. Lei che è oncologo come l’ha visto? Non è che magari si sta occupando in prima persona del presidente?

Devo dire che l’ho visto in forma. Comunque non me la sento di dire nulla in merito o speculare su questo argomento.

Comunque dottore: viva la revolucion? Certo! Viva la revolucion!

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