Ieri in parlamento la ministra delle finanze ha chiamato in causa l'ex direttrice del DFE sui rimborsi delle indennità percepite dai ministri nei Consigli degli enti parapubblici. Ecco cosa dice la legge. E Matteo Pronzini chiede lumi al Governo.

BELLINZONA – È una vicenda potenzialmente esplosiva. Vuoi per i protagonisti, vuoi per la delicatezza del tema, i rimborsi in politica, vuoi per il clima che domina la scena.
E poi perché c’è un precedente che ha fatto molto discutere: quello dell’archivio del DFE, fatto sparire, secondo Laura Sadis, da chi l’ha preceduta alla guida delle finanze ticinesi. Quella Marina Masoni che ha invece sempre sostenuto di essersi portata via solamente carteggi e materiale privato. Tra il Governo e l’ex Consigliera di Stato si era aperto un contezioso giuridico. Un contezioso tutt’ora irrisolto.
Quella che andiamo a raccontarvi è una storia ancora tutta da approfondire e chiarire. Potrebbe risolversi in nulla. Oppure no. Quello che possiamo fare, per il momento, è mettere in fila i fatti e aggiungere qualche elemento e qualche domanda.
La miccia nel dibattito sul preventivo
La miccia della polemica è stata accesa ieri durante il dibattito parlamentare sul preventivo 2013. Tutto nasce dall’intervento di Fiorenzo Dadò. Il capogruppo PPD stuzzica il Consiglio di Stato chiedendo lumi sulla presenza di coniugi e fidanzati durante la trasferta dell’Esecutivo a Ginevra, la settimana scorsa. I nostri ministri hanno incontrati i colleghi romandi in visita ufficiale.
Le parole di Laura Sadis
Al termine del suo discorso al Parlamento, Laura Sadis risponde a Dadò e puntualizza. “I fidanzati e i coniugi si sono pagati le spese a Ginevra”. E poi la butta là più o meno così: “A proposito: io verso al Cantone i miei emolumenti, circa 40'000 franchi all’anno, che percepisco nelle attività di rappresentanza del Cantone. Chi mi ha preceduto non faceva altrettanto. Non voglio che mi si dica grazie ma neppure che mi si prenda a schiaffi”.
Chi l’ha preceduta al DFE lo sanno tutti, Marina Masoni. Come tutti possono immaginare che gran parte di quei 40'000 franchi vengano dalla rappresentanza del Ticino nel Consiglio della Banca Nazionale. Consiglio in cui sedeva anche Masoni che, tra l’altro, faceva parte anche dei Consigli d’Amministrazione di AET e TicinoTurismo.
La Legge
Ecco cosa dice l’articolo 5 della Legge sull’onorario e sulle previdenze a favore dei membri del Consiglio di Stato.
“Il consigliere di Stato deve riversare alla cassa cantonale l’indennità fissa o i tantièmes che egli percepisce come membro del consiglio di amministrazione o della direzione degli istituti o delle aziende parastatali. Vanno invece a suo profitto le indennità di trasferta e i gettoni di presenza”.
I Consiglieri di Stato sono dunque obbligati a riversare le indennità fisse. Si immagina che i 40'000 franchi annui a cui si riferisce Laura Sadis rientrino sotto questo cappello. Difficile, infatti, immaginare che venga rimborsata una cifra di quell’entità in spese di trasferta e gettoni di presenza. Ma il punto resta da chiarire.
L’interpellanza di Matteo Pronzini
Ascoltate le parole di Sadis, il deputato dell’MPS Mattero Pronzini ha subito inviato un’interpellanza. Leggiamola.
“In occasione della discussione sul preventivo 2013 la signora Sadis ha affermato che la precedente direttrice del DFE, signora Marina Masoni, teneva per se oltre 40'000 franchi annui per dei mandati ricevuti dal Consiglio Federale.
Alla luce di quanto sopra chiedo al CdS:
Come è regolato (se è regolato) l’incasso di mandati o proventi percepiti dai membri del CdS?
Dal 2000 ad oggi, annualmente a quanto ammontano i proventi percepiti dai singoli membri del CdS? Quanti di questi proventi sono stati riversati alle casse del Cantone?”
Le altre domande
Sono tre le domande che oggi circolano con insistenza nei corridoi di Palazzo delle Orsoline. La prima: che cosa ha voluto dire esattamente Laura Sadis ieri in Parlamento? La seconda: Marina Masoni ha restituito le indennità percepite nei consigli in cui sedeva da ministro come sancito dalla legge? La terza: i Consiglieri di Stato in carica e quelli che hanno lasciato il Governo si sono attenuti ai dettami legislativi? AELLE