POLITICA E POTERE
"Quella nomina era lecita". Il PPD di Chiasso ricorre al TRAM
La vertenza legata alla nomina di Fabio Bianchi nel Consiglio d'amministrazione dell'azienda di trasporto pubblico del Mendrisiotto sarà giudicata dal Tribunale amministrativo. E potrebbe fare giurisprudenza

CHIASSO - Il Partito Popolare Democratico di Chiasso non ci sta e, dopo attenta valutazione, ha deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo contro la decisione del Consiglio di Stato, che con sentenza del 18 dicembre ha annullato la risoluzione del Consiglio comunale di Chiasso relativa alla designazione del delegato del Comune in seno al Consiglio di amministrazione dell’Autolinea Mendrisiense, l’azienda di mezzi pubblici del Mendrisiotto.

Il 1° ottobre il Consiglio comunale elesse il delegato. Due erano i contendenti: il gruppo PLR proponeva Mariano Musso, mentre il gruppo PPD, Fabio Bianchi, entrambi consiglieri comunali.

“Va rilevato – si legge nel ricorso firmato dall’avvocato Ares Bernasconi - che sia dal gruppo PLR sia da altri consiglieri comunali non è emersa alcuna contestazione o osservazione relativamente al metodo di votazione”.

Fabio Bianchi prevalse con 21 voti, rispetto a Mariano Musso, che ne raccolse 19. Il Consiglio comunale di Chiasso in votazione finale designò poi Bianchi con 23 voti favorevoli, 0 contrari e 17 astenuti. Ma contro la nomina di Bianchi alcuni consiglieri comunali del PLR presentarono un ricorso che il Consiglio di Stato accolse.

Secondo il Governo la votazione operata dal Legislativo di Chiasso era lesiva del sistema proporzionale con cui sono effettuate queste nomine. Essendo il PLR primo gruppo a Chiasso ed essendoci un solo seggio a disposizione, la nomina doveva essere attribuita alla persona proposta proprio da tale gruppo, quindi a Musso.

Ora però, sarà il Tribunale ammistrativo a giudicare la vertenza. Un giudizio che potrebbe avere importanti influssi a livello di giurisprudenza cantonale.

“Il nostro partito – si legge nella nota del PPD firmata dal consigliere comunale Giorgio Fonio - ritiene importante precisare che questo ricorso non vuole essere strumentale ai fini della discussione politica in atto nel nostro Comune. Riteniamo importante chiarire una norma che ad oggi non ha ancora avuto nessuna occasione di fare giurisprudenza e che ci sembra palesemente discriminatoria nei confronti dei partiti minoritari. Inoltre, il caso specifico non può non fare discutere, dal momento che una decisione democraticamente votata dalla maggioranza del Consiglio comunale è stata smentita da un organo politico quale è il Consiglio di Stato”.

Per quanto concerne la rappresentanza della nostra città all’interno del Consiglio d’amministrazione dell’aziende di traporti, conclude il PPD, “avremmo voluto evitare che Chiasso si ritrovasse scoperta per troppo tempo. Purtroppo, però, i ricorrenti del gruppo PLR in data 15 ottobre 2012 chiedevano al Consiglio di Stato di sospendere la nomina in attesa del giudizio. Non possiamo dunque che rammaricarci davanti ad una situazione che penalizzerà gli interessi della nostra città all’interno di questo consesso”.

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