POLITICA E POTERE
Bernasconi: "Minder ha vinto ma gli avvoltoi sono ancora in volo"
Parla l'avvocato che ha condotto la battaglia in prima fila sull'iniziativa contro i maxi bonus ai top manager: "Mai vista una campagna contro così massiccia"

BERNA/LUGANO – L’iniziativa Minder contro i maxi bonus ai top manager è stata approvata in tutti i cantoni e in Ticino la percentuale dei favorevoli ha superato il 70%. Un vero plebiscito che non lascia dubbi sul sentimento della popolazione nei confronti dei dirigenti strapagati. Paolo Bernasconi è stato, in Ticino, la punta di diamante di questa iniziativa.
“Abbiamo raggiunto la capanna – dice -, ma attenzione: la vetta è ancora lontana”.

In che senso?

“Nel senso che la partita non è ancora vinta perché fino alla codificazione delle norme di esecuzione gli avvoltoi che hanno fatto di tutto per sabotare questo risultato sono ancora in volo e andranno avanti a fare boicottaggio”.

Come, avvocato?

“In Parlamento cercheranno di costruire maggioranze per annacquare il più possibile il risultato della votazione”.

Comunque avete vinto alla grande

“Abbiamo vinto nonostante una campagna contraria straordinariamente massiccia, con un dispiego di mezzi che non si è mai visto in Svizzera. Per questo era una battaglia difficile. Con il Consiglio federale che continuava a fare appelli al Paese, la radio svizzero tedesca e la NZZ ferocemente contrarie… Quindi si può dire che, per una volta, i soldi non sono bastati e che non bastano di fronte a convinzioni argomentate e radicate nella popolazione”.

Cos’ha contato di più nel convincere la maggioranza degli elettori a votare per Minder?

“Credo quella cinquantina di casi conosciuti di top manager che sono completamente fuori dal mercato e che dimostrano come esistano dirigenti che pensano più al loro portafogli che agli interessi della loro azienda”.

Cosa pensa della singolare posizione della Lega?

“La Lega ha fatto la banderuola come al solito, perché fino a quattro mesi fa diceva di essere favorevole all’iniziativa e poi un certo punto, a sorpresa, ha cambiato parere e con motivazioni debolissime. Ma è sbagliato parlare della Lega, perché non c’è stata una decisione come in altri patiti, ma hanno deciso in due per tutti, Bignasca e Lorenzo Quadri. Una volta in più si è confermato che nella Lega non c’è nessuna democrazia interna e che è un partito dittatoriale”.

Il PLR ticinese invece si è espresso, a sorpresa, a favore con una larga maggioranza…

“A sorpresa non direi, perché se anche negli altri partiti ci fossero stati dibattiti aperti, probabilmente anche gli organi dirigenti avrebbero avuto un atteggiamento diverso”.

Perché lei ha fatto di Minder la sua battaglia personale?

“Sono andato in prima fila io perché credo sia importante che un’economia sana abbia delle regole di mercato e non fondate sullo sfruttamento degli interessi e dei vantaggi personali”.

emmebi

 

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