POLITICA E POTERE
Roveredo come Corleone? "Qui omertà e intimidazioni"
Il candidato sindaco del comune grigionese Brenno Martignoni usa parole di terre mafiose per descrivere il clima elettorale: "Non mi è mai successa una cosa simile"

ROVEREDO – Non fosse un articolo apparso su un quotidiano ticinese, La Regione, che riguarda un comune grigionese, Roveredo, e non fosse che lo sappiamo che non è così, sembrerebbe una di quelle vecchie cronache da Corleone o, più di recente, dalla Locride, da Scampia o da Casal di Principe. 

Le parole, infatti, richiamano quelle delle terre mafiose: “Omertà e intimidazione”. Ad utilizzarle, però, non è stato né Roberto Saviano e neppure uno degli eroi dell’anti-mafia che, con la loro testimonianza civica sul territorio, si oppongono allo strapotere delle cosche.

No, ad usare quelle parole, in una lunga intervista al quotidiano bellinzonese, è il candidato sindaco Brenno Martignoni, che denuncia: “A Roveredo ho trovato un clima di omertà e d’intimidazione come mai mi era capitato in passato. Ho ricevuto telefonate da politici locali. Senza mezzi termini sono stato invitato a non venire a Rorè a rompere, addolcisco, le scatole”. 

Un clima che, tutttavia, non ha scoraggia Martignoni a proseguire la sua corsa elettorale: “Mi verrebbe da dire ‘arrangiatevi’. Ma nonostante quanto mi attende dal profilo dei rapporti umani, vado avanti. So di poter dare un contributo fattivo a un Comune da troppi anni in forti difficoltà a causa di un gruppo di persone che non lavorano per il progresso. Nei mesi passati mi ero già offerto di fare da mediatore, ora punto a diventare il sindaco”.

Martignoni punta a fare il sindaco e anche se fosse eletto solo con una manciata di voti affronterebbe comunque il ballottaggio. Nell’intervista con la Regione, Martignoni affronta anche le grane emerse sulla presentazione della lista. Tra i proponenti del Noce è stata stralciata una signora brasiliana (l’imperatrice del locale Carnevale) priva di cittadinanza svizzera e la cui firma è stata falsificata nell’istanza di congiunzione con la lista Rorè: “Le ho chiesto se fosse svizzera – spiega il candidato sindaco - e mi ha risposto di sì. Quanto alla firma falsificata, in quella fase non mi sono occupato della raccolta. A ogni modo già durante la raccolta delle firme ho notato che molta gente ha paura di esporsi “. 

Un altro tema sensibile riguarda il domicilio di Martignoni: lo prende per candidarsi, poi lo lascia sapendo di doverlo riprendere al momento dell’eventuale elezione...lo pungola il giornalista. “Le norme lo consentono. A ogni modo qualora fossi eletto sindaco mi trasferirei a Roveredo. Attualmente però vivo e lavoro a Bellinzona ed è giusto che abbia il domicilio in città”, la risposta del leader del Noce.

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