"A me non interessa da dove vengono le proposte, a me interessano le idee, comprese quelle della Lega se sono buone". Parola di Henrik Bang

CAMORINO - Pragmatico, patriottico e contro ogni forma di ingiustizia. Lui è Henrik Bang detto Bingo, il deputato socialista subentrato un mese fa al dimissionario Mario Branda in Gran Consiglio. Il neo gran consigliere alla sua prima seduta ha detto "sì" all'insegnamento del salmo svizzero nelle scuole, mentre i suoi compagni di partito si stavano battendo per il "no".
Insomma uno di quei personaggi che è riuscito a bucare lo schermo. Anche sul suo profilo Facebook le bandiere rossocrociate non mancano così come il post sibillino sull'auto con targhe italiane e la scritta "Manutenzione di stabili Ticino" nel quale si legge "(...) speriamo che non abbia preso l'appalto della manutenzione degli stabili del Cantone". Per conoscere meglio il personaggio lo abbiamo raggiunto al telefono.
Singor Bang lo sa cosa si dice sul suo conto?
"No, cosa?"
Che nonostante sia del PS lei sembra essere anche un po'leghista.
"Guardi, io sono di sinistra. Ho sempre fatto parte del PS e se dovessi posizionarmi direi che mi riconosco nella corrente socialdemocratica, parte destra del partito con una punta di verde, visto che dirigo un'azienda forestale".
Già, ma diciamolo che lei è riuscito dove probabilmente nessun socialista era riuscito prima: farsi voler bene dalla Lega (tanto da essere intervistato dalla versione online del Mattino, ndr).
"La cosa non mi dispiace. Se sto simpatico ai leghisti spero che ci sia simpatia anche verso le proposte del mio partito. Io ragiono così, non mi interessa da dove viene una proposta a me interessa l'idea. Se l'idea è buona allora si può lavorare anche assieme. Quindi se arriva dalla Lega per me non c'é nessun problema. Mi piacerebbe fosse così per tutti perché in questo momento c'é bisogno che i partiti lavorino uniti per risolvere i problemi".
Lei ha iniziato la sua avventura votando contro il suo partito sull'inno da insegnare a scuola.
"Io mi sento svizzero, amo il mio paese e sono patriottico. Vorrei far passare il messaggio che anche la sinistra può riconoscersi nelle tradizioni che non devono essere un tema solo della Lega. Detto questo quella è stata una votazione in Gran Consiglio, ma sono convinto che i problemi del cantone sono altri. Come i conti e la situazione finanziaria sui quali tutti dobbiamo rimboccarci le maniche. In questo senso penso che la road map sia una buona cosa".
Come si trova con i compagni di gruppo in Gran Consiglio? Non le hanno ancora tirato le orecchie?
"No, è un gruppo bellissimo dove si lavora molto bene e dove tutti possono esprimersi in libertà e nulla viene imposto dall'alto. Il mio partito fa un ottimo lavoro, l'unica cosa è che dovrebbe comunicarlo meglio".
Frontalieri e padroncini tutti ne parlano. Lei come si pone di fornte al problema del momento?
"Sono un piccolo imprenditore e penso che in questo momento di crisi dobbiamo darci una svegliata. Ho letto il vostro articolo sulla foto che ho postato su Facebook dell'auto con targhe italiane che si occupa di manutenzione in Ticino e la storia del muratore che si mette in proprio. È qualcosa che deve essere da stimolo per i ticinesi. Sui frontalieri mi sembra che molti imprenditori ticinesi, che non sono a maggioranza del PS, predicano bene ma razzolano male. L'imprenditore ha la libertà di scegliere chi assumere: possono prendere un frontaliere per pagarlo meno - ma poi non si lamentino - o possono assumere un lavoratore indigeno. Sta a loro scegliere. Ma bisogna fare una riflessione su questo: la classe imprenditoriale ticinese a quali partiti è vicina? Al PS o al centro-destra?"
Posso chiederle perché la chiamano Bingo?
"È dalle medie che chi mi conosce mi chiama così, per via del mio nome non proprio ticinese. I miei sono danesi, ma io sono nato in Ticino. Allora visto che il cognome è Bang, a tutti usciva automatico dire anche Bingo. Bingo-Bang".
ItaCa