Breve raccolta di alcune interviste che l'ex Municipale socialista aveva rilasciato a Liberatv nel corso dell'ultimo anno

LUGANO - Benché Liberatv non esista neppure da un anno, abbiamo avuto il piacere e la fortuna di poter intervistare alcune volte Giovanni Cansani. Gli telefonavamo quando cercavamo una lettura originale, controcorrente, sulle cose di casa sua (il PS) o sulle vicende cittadini.
Cansani era sempre un po' restio a rispondere sulle prime, ma superati i tentennamenti - perché nonostante non ricoprisse più ruoli istituzionali la passione per la politica e il dibattito non l'aveva persa neanche un po' - partivano conversazioni fiume in cui era sempre in grado di regalarti riflessioni, opinioni e stoccate da farsi leggere. Eccome.
Sul caso Pesenti
Quando Patrizia Pesenti decise di ritirare la sua candidatura dalla corsa per il Municipio di Lugano commentò: "Io penso che Patrizia Pesenti è grande a sufficienza per decidere cosa fare. Ma è chiaro che se lei aveva grandissime ambizioni, ho addirittura sentito parlare di sindacato, quelle ambizioni erano un po’ fuori posto. Non so se ha fatto bene. A me non sembrava una candidatura che potesse portare nulla di nuovo al PS. Era l’usato sicuro. E io sono sempre stato per il rinnovamento…” (leggi l'intervista completa)
Sulla vicenda Casinò NYX
Cansani, da membro del Consiglio d'Amministrazione del Casinò, ci affidò le sue riflessioni anche quando scoppiò l'inchiesta NYX: ""Quando ho visto la lista della spesa dei reati mi è venuto il mal di schiena, sul serio. La delusione è grande. Ma è molto facile avere delle perplessità oggi. Allora, ripeto ancora, ci trovavamo di fronte a persone pulite che ci consentivano di migliorare gli affari del Casinò”. Per poi aggiungere: “Guardi, io l’ho detto in tempi non sospetti. Nella campagna elettorale del 2000, per la precisione. Se una città per questioni economiche deve far leva su un casino, non ci siamo. E la penso come allora. Abbiamo avuto un’opportunità di vendita. Ma in Municipio non c’era accordo. E abbiamo perso un’occasione non d’oro, ma di platino! E solo per troppa brama di soldi. Sbagliammo, fu
un errore". (Leggi l'intervista completa)
Sul Papa e il Diavolo
Infine, una dichiarazione che ci rilasciò su un tema più "leggero". Era scoppiata la polemica per la censura da parte della tipografia Aurora, presieduta dal presidente del PS Saverio Lurati, della copertina del Diavolo che ritraeva Benedetto XVI in un sacco della spazzatura per via del suo…Gran Rifiuto. "Penso che Saverio Lurati - disse Cansani - questa volta abbia fatto bene. Sono uno che va in Chiesa e mi è sembrato esagerato vedere una persona importante per chi come crede nella religione cattolica ritratta in quel modo. Anche se posso riconoscere una certa genialità nella citazione dantesca. Che poi avesse fatto qualcosa di male il Papa…ha invece compiuto un gesto di umanità e di umiltà che va rispettato e non deriso in quel modo. Io sono abbanato a vita del Diavolo e per principio sono contrario alla censura. Sarebbe bello che si potessero evitare queste cose affidandosi alla sensibilità di chi fa la satira. Che sia lui stesso, insomma, a comprendere i limiti. Da censurare anche la copertina su Pesenti? No, quella no. L'ho travata davvero geniale. Maschilista? In tutti noi ogni tanto riaffiora la goliardia da caserma. E non c'è nulla di grave in questo" (Leggi l'intervista completa)