POLITICA E POTERE
Ronde a Coldrerio, Galusero: “Non sono ammissibili. L’unica soluzione è la polizia unica”
Dopo la decisione del Municipio di Coldrerio di affidarsi alla sorveglianza privata, vista la scia di furti che ha colpito il paese, abbiamo sentito cosa ne pensa l’ex tenente della polizia cantonale e deputato PLR Giorgio Galusero

BELLINZONA – “Capisco la preoccupazione delle autorità e della popolazione, ma le ronde private non sono una soluzione!” Parola di ex tenente. 
È infatti di lunedì sera la decisione del Municipio di Coldrerio, dopo la serie di furti avvenuti nello scorso finesettimana, che prevede l’istituzione di ronde di sorveglianza affidate a società di sicurezza private. 

Un compito che di norma spetta alla polizia ma che, per stessa ammissione del sindaco Corrado Solcà, non è “purtroppo in grado di svolgere, anche a causa del numero ridotto di effettivi.” (leggi articoli correlati). 

Abbiamo sentito in merito Giorgio Galusero, ex tenente della polizia cantonale e deputato in Gran Consiglio nelle file del PLR, che da un giudizio severo all’iniziativa del comune del Mendrisiotto e propone invece un’altra via. 

Come valuta la decisione presa dal comune di Coldrerio di affidarsi a degli agenti di sorveglianza privati?

“Secondo me è inammissibile, anche se comprendo bene la popolazione che è spaventata e le autorità che vogliono infondere così maggiore sicurezza, ma non bisognerebbe arrivare a tanto. Non so davvero a che risultato potrebbero portare le ronde, bisogna tenere conto del fatto che per avere un servizio “importante” 24 ore su 24, 7 giorni su 7, toccherebbe investire tantissimi soldi. Se lo scopo è invece quello di fare passare una pattuglia una volta ogni tanto il risultato è facilmente prevedibile.”

C’è inoltre una bella differenza nella formazione di un agente di polizia e uno privato.  

“Naturalmente la “polizia” privata non ha di certo le competenze che ha un agente della comunale, o ancora di più di uno della cantonale, dunque si tratterebbe più che altro di un’opera di prevenzione, insomma di un palliativo. Non so dire che risultati porterebbe, spero positivi, ma ho i miei dubbi.”

Come pensa che si possano quindi arginare i fenomeni di criminalità che, soprattutto nel Mendrisiotto, si stanno moltiplicando? 

“Personalmente mi batto da anni per avere un corpo di polizia unico in tutto il Canton Ticino, che avrebbe il pregio di essere molto più flessibile e razionale, penso in particolare allo spostamento di un determinato numero di agenti in una zona particolare del territorio per far fronte a delle necessità urgenti e puntuali, come appunto il Mendrisiotto in questo momento.”

In che modo la polizia unica potrebbe risolvere i problemi della regione più a sud del Cantone? 

“Proprio ieri ci riflettevo: nel Mendrisiotto si potrebbe avere un posto di polizia, o meglio un’unità di polizia perché in realtà i posti possono essere diversi e non per forza bisogna concentrare tutto a Mendrisio, a Chiasso o a Stabio. È fondamentale però che il coordinamento e la direzione siano unici. Un altro problema è rappresentato dall’ubicazione unica della polizia mobile a Noranco. Spostando una quarantina di agenti della squadra mobile nel Mendrisiotto si potrebbe arrivare ad avere un posto di polizia, compresi gli agenti comunali, di 160-170 agenti. Una cifra che permetterebbe di fornire un servizio degno di questo nome.”

L’operazione sarebbe dunque possibile anche senza aumentare gli effettivi? 

“Sì, i numeri sono sufficienti, ma solo se si riesce finalmente a mettere insieme davvero tutti i comuni, che devono capire che la sicurezza non è solo svolgere determinate attività per il paese, ma la priorità è anzi la sicurezza dei cittadini.”

 

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