Show del capogruppo PPD: "Conosciamo i problemi del nostro Paese e non ci lasceremo dettare l'agenda da gente che ha scambiato il Ticino per l'Italia. Polvere per gli orbi!!"

BELLINZONA – L’incontro è di venerdì, ma l’ufficialità è arrivata ieri, sabato. Sulla scena politica ticinese si affaccia un nuovo schieramento composto da Lega, UDC e Verdi, uniti ora in “un’alleanza nata per il rispetto della volontà popolare”, come scrivevano i tre partiti in un comunicato congiunto.
E il “Trio di San Valentino” nasce proprio sulla scia degli esiti della votazione del 9 febbraio e vede come protagonisti i tre partiti che, con un consenso di quasi il 70%, ne sono usciti ampiamente vincitori.
Il comunicato congiunto (leggi articolo correlato) è una vera e propria dichiarazione programmatica e potrebbe profilare un importante cambiamento sullo scacchiere politico ticinese. Ma per i capigruppo delle altre compagini, contattati da Liberatv, la notizia non sembra tale e non scalda eccessivamente gli animi. Anzi, sentimento dominante è quello che in realtà non si sia di fronte a nulla di nuovo, questo almeno nelle parole di Christian Vitta (PLR) e Pelin Kandemir Bordoli (PS). Diverso, radicalmente diverso, è invece l’intervento di Fiorenzo Dadò che imbraccia il bazooka e grida ‘povera’ Lega attaccando frontalmente i Verdi e Sergio Savoia.
Ma iniziamo da Christian Vitta. Per il capogruppo liberale non c’è “nulla di nuovo sotto al sole”. Insomma, per Vitta quest’alleanza e quanto propone non costituisce una grande novità. “Non si propone niente di nuovo, i temi sono già conosciuti. Dopo la votazione, è necessario adottare una strategia che permetta di inserire le preoccupazioni del Cantone in un’ottica nazionale visto che il popolo svizzero alla fine ha votato come il Ticino. E dal momento che la Svizzera si è avvicinata a noi, dobbiamo ora evitare che sia il Ticino a staccarsi e concentrarci quindi soprattutto su alcuni temi concreti e realizzabili, evitando di voler far tutto per finire col fare nulla”.
E tornando sul Trio, aggiunge, “ci sarà modo di pronunciarsi. Ma non vedo una grande novità. I temi erano appunto già sul tavolo, perciò questa alleanza e quanto vuole fare non rappresenta nulla di nuovo sotto il sole”.
Nemmeno Pelin Kandemir Bordoli è sorpresa: “Guardando il programma non vedo nessun intervento incisivo a sostegno dei lavoratori e delle lavoratrici. Proteggere i lavoratori rispetto a una ulteriore precarizzazione resta la nostra priorità, concentreremo quindi le nostre energie su quelle misure che riteniamo fondamentali in questo senso. Mentre alcune proposte avanzate dall’UDC rimangono inaccettabili. Come la proposta di utilizzare degli stranieri per alcuni settori… per cosa se non per pagare salari più bassi? Il segnale uscito dalle urne domenica non era quello di precarizzare ancora di più i residenti, anzi”.
Per il resto, aggiunge, “prendo atto che le proposte formulate nel comunicato erano già sul tavolo e già conosciute, come l’abolizione delle notifiche on line, già avanzata da Saverio Lurati. Non mi pare ci sia niente di nuovo e che possa risolvere il problema delle persone che fanno fatica a causa di sfruttamento e dumping. E qui servono risposte”.
In conclusione per la capogruppo PS questa alleanza non è che “una continuazione di quanto è stata la campagna prima del voto dell’iniziativa: si continua con tattiche in vista della prossima campagna elettorale”. Tattiche appunto: "Ognuno sceglie con chi allearsi e che posizione prendere: i Verdi con questa alleanza hanno deciso di spostarsi sul centro destra. E se segnali ne avevano già dati da un po’ di tempo, credo che ora la loro collocazione sia chiara”.
Ed ecco infine l’affondo del capogruppo del PPD Fiorenzo Dadò, che prende atto di questa alleanza “con stupore” e al grido di “Povero Nano!” lancia strali contro la Lega: “Povero Nano, se vedesse come gli stanno conciando la Lega....la farebbe lui la piazza pulita! Ma si può essere tanto ingenui? Il Nano non si sarebbe mai trastullato e neppure sarebbe andato a letto con il nemico. Perché lo capisce anche un fanciullo che dopo la sua scomparsa quelli che non contano granché non vedono l'ora di succhiare il sangue al fratello maggiore per trarre dei propri vantaggi elettorali. E di vantaggi, se la Lega continuerà così, ne trarranno senza dubbio, anche la mia nonna ha capito che questi grandi proclami sono tutta polvere per gli orbi. Mi chiedo chi può ancora crederci quando a proporre ste cose é un partito come i Verdi che han nel suo programma in pompa magna l'adesione all'Europa e pochi mesi fa in Gran Consiglio hanno lottato con i denti e con le unghie addirittura per dare il voto agli stranieri!”
Comunque, aggiunge, “dispiace vedere come con la prematura scomparsa di Giuliano Bignasca la Lega, invece di condurre questo Paese dettando il ritmo agli altri partiti di Governo, risulti invece come un gatto in difficoltà che va in giro a farsi attaccare le zecche sperando di guadagnare forza. Se questo è il nuovo corso della Lega a dover aver "pagüra" nel prossimo futuro non saranno certo gli altri, ma gli stessi leghisti. E lo vedranno quando il lavoro del Nano, durato 20 anni, sarà dissipato, iniziando dal perdere il secondo Consigliere di Stato, qualche Gran consigliere e poi magari anche un seggio al Nazionale. Comunque sono affari loro e semmai le ferite se le dovranno curare loro”.
“Per quanto ci riguarda – conclude – molti di noi hanno votato a favore dell'iniziativa UDC e sappiamo esattamente quali sono i problemi del Paese in cui siamo nati e che hanno creato con fatica i nostri nonni, senza bisogno di farceli spiegare! Quindi non ci lasceremo certo dettare l'agenda da gente che ha scambiato il Ticino per la vicina Penisola e vorrebbe importare quello schifoso modo di far politica anche qui da noi, conciando il nostro Paese come l'Italia. Noi ticinesi non molleremo di fronte alle difficoltà, e affronteremo tutti assieme i nostri problemi, come sempre abbiamo fatto, con metodi seri e di amore per il nostro Paese e la nostra gente , che é la vera e grande eredità che ci hanno insegnato e lasciato i nostri avi”.
IB