POLITICA E POTERE
Ticino a Statuto Speciale: il Gran Consiglio dice sì, ma che caos!
Lega, PS, UDC e Verdi votano a favore e fanno passare la risoluzione alle Camere Federali. PLR e PPD si oppongono. E in aula se ne dicono tutti i colori

BELLINZONA - Si sapeva che il tema era di quelli che scaldava gli animi, ma quanto andato in scena nel tardo pomeriggio in Gran Consiglio, è andato di molto sopra le righe di un classico dibattito appassionato.

Dopo una giornata di trattative febbrili per raggiungere un compromesso capace di allargare la maggioranza a favore della proposta dei Verdi per un Ticino a Statuto Speciale, al momento dellla discussione in Parlamento, è scoppiato il caos.

La maggioranza della Commissione della Gestione - Lega, PS, UDC e Verdi -  riunitasi nel tardo pomeriggio trovano la convergenza, grazie all'introduzione nella risoluzione da inviare alle Camere federali di un nuovo capoverso sulla perequazione finanziaria intercantonale: il nuovo testo propone che si tenga conto nella ridistribuzione che avviene tra i Cantoni, oltre agli aspetti socialdemocratici e topografici, anche gli aggravi economici e ambientali, ad esempio in ambito di mobilità, casusati dalla libera circolazione delle persone. 

Sergio Savoia, finita la riunione commissionale, annuncia il ritiro della vecchia iniziativa e propone quella modificata. Scoppia il finimondo. PLR e PPD non ci stanno e chiedono che la Commissioni si chini di nuovo sulla questione, visto che la proposta è stata cambiata. "Ma la Commissione - fa notare il presidente della Gestione Saverio Lurati - si è espressa mezz'ora fa trovando una maggioranza". 

Parte un botta e risposta senza esclusione di colpi, tra reciproche accuse e citazioni giuridiche. "Vergogna!", "Scandaloso!", "PLR e PPD: volete andare avanti come prima del 9 febbraio?", gridano i sostenitori dello Statuto Speciale. "Siamo all'improvvisazione pura", "Scippatori delle nostre proposte", ribattono liberali e pipidini. 

Dopo una mezzoretta buona di bagarre si vota sulla proposta del capogruppo PLR Christian Vitta, sostenuta da quello del PPD Fiorenzo Dadò, di tornare in Commissione. Ma vincono gli altri e allora comincia il dibattito vero e proprio. 

"Non appoggerremo la nuova risoluzione di iniziativa cantonale - dice Christian Vitta - perché l'approvazione dell'iniziativa "Contro l'immigrazione di massa" rende inutile il sostegno allo Statuto Speciale. Chiedere misure alternative appare come una manifestazione di scarsa fiducia verso il lavoro che dovrà fare il Consiglio Federale. Il Ticino deve far parte della Svizzera a pieno titolo non con Statuti speciali. Evitiamo gli eccessi di reazioni e cerchiamo di tirare tutti dalla stessa parte con proposte credibili". 

"Vitta ha dato un sacco di assicurazioni - ha ribattutto per la Lega Attilio Bignasca - ma questi signori fino al 9 febbraio dove erano? Pongo solo questa domanda, quando avrò la risposta mi esprimerò".

Per il PPD ha preso la parola il vicepresidente Maurizio Agustoni: "Lo Statuto Speciale viene innalzato come stella polare, ma quando si tratta di definirlo le granitiche di chi lo sostiene si frantumano. Il biasimo lo rivolgo alla maggioranza della Commissione che si è incaponita su un testo manifestamente incompleto e che manca del necessario consenso. È inutile puntare su uno Statuto Speciale incompatibile con la Costituzione federale". 

A favore della proposta dei Verdi il gruppo del PS. A spiegare le ragioni ci ha pensato il presidente Saverio Lurati: "Io credo che in certe situazioni ci sono degli atti dovuti che bisogna compiere. Credo che questa iniziativa, nonostante possa suscitare delle perplessità, è un atto dovuto verso i cittadini del Canton Ticino. I ticinesi devono sapere che questo Parlamento cerca di interpretare la loro volontà. Magari la denominazione, Statuto Speciale, non è la migliore, ma vogliamo far capire alle Camere federali che in Ticino abbiamo problemi diversi da quelli dell'Altopiano".

" Sono allibito dall'atteggiamento dei gruppi PLR e PPD - ha tuonato il capogruppo dei Verdi Francesco Maggi - non c'è davvero peggior sordo di chi non vuol sentire! Il Ticino è una regione che non ha eguali in tutta la Svizzera e in tutta l'Europa. Il nostro popolo ha dato un segnale chiarissimo il 9 febbraio: adesso noi dobbiamo rimboccarci le maniche e fare una battaglia verso Berna".

Infine, per l'UDC, Lara Filippini, che ha portato il convinto sostegno del suo gruppo alla proposta dei Verdi: "Non capisco davvero come PPD e PLR possano continuare a ignorare o a ridimensionare la sofferenza espressa dai ticinesi che con il 70% dei voti si è espressa a favore della nostra iniziativa "Contro l'immigrazione di massa"!   

Finalmente, verso le 19.30 si vota:  40 favorevoli e 25 contrari. Lo Statuto Speciale passa ma non passano le divisioni politiche.

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