“Se al Territorio si tratta solo di tarare gli impianti, è vero che nella nuova sede della Poliziai problemi sono più grossi, tanto che al momento abbiamo sospeso la certificazione”

LUGANO – “Siamo amareggiati, più che arrabbiati per le varie critiche, aggiungerei infondate, a Minergie. Fino a prova contraria, lo standard riscuote successo in tutta la Svizzera. È vero, Minergie fissa dei paletti energetici e di comfort, poi però come devono essere raggiunti spetta ai committenti e ai progettisti deciderlo”. È questo il primo commento dell’ingegner Milton Generelli, responsabile dell’agenzia Minergie della Svizzera italiana, che abbiamo incontrato per un approfondimento sulle polemiche emerse in seguito alla denuncia a liberatv di alcuni dipendenti del nuovo stabile del dipartimento del Territorio e del nuovo Comando della Polizia cantonale, entrambi a Bellinzona. Polemiche che hanno appunto toccato anche lo standard energetico svizzero per gli edifici, promosso in tutta la Confederazione.
Ed è proprio sugli stabili “incriminati” che arriva la notizia: “Se per il Territorio si tratta sostanzialmente di tarare gli impianti, al nuovo comando di Polizia la situazione è anche per noi inaccettabile e non ci sono per il momento le premesse per la certificazione definitiva. Fintanto che la situazione non verrà sistemata, i criteri Minergie, per cause dirette o indirette soprattutto legate all’impiantistica, non sono soddisfatti, dunque il caso rimane congelato.” Problemi di natura tecnica dunque, ma che confermano il malessere espresso da più parti. “E confermano anche l’estraneità di Minergie, che anzi evidenzia lacune ecambiamenti rispetto al progetto inoltrato, che non permettono di rispettare il comfort abitativo richiesto” aggiunge Generelli.
Ma com’è che in Ticino, secondo quanto affermato da alcuni, lo standard non funzionerebbe, quando invece in cantoni come Vaud è stato reso obbligatorio anche per i privati il ben più severo standard Minergie-Eco, assolutamente mai contestato e che ha risolto anche un problema importante come quello degli inerti, riciclandoli? Ed è vero che gli stabili Minergie sono così ermetici? E le finestre? La qualità di vita negli edifici è davvero compromessa?
Tutte domande che abbiamo girato all’ingegner Generelli, che abbiamo incontrato.
“Prima una piccola precisazione però: solo in Ticino a fine 2013 si contavano più di 300 edifici certificati e oltre 200 in fase di certificazione, in Svizzera abbiamo quasi toccato quota 35’000. Se poi si pensa che una città come Zurigo, non proprio l’ultima arrivata, ha stabilito per gli edifici pubblici lo standard minimo Minergie-Eco, con verifica della fattibilità di Minergie-P-Eco, che fissa criteri ben più elevati di quello base, è facile comprendere la bontà di questo marchio”.
Bene, passiamo ora alle questioni più spinose: la prima critica mossa a Minergie riguarda la qualità di vita negli edifici. È davvero complicata questa associazione?
“No, anzi è naturale. Minergie tra i suoi criteri avvalora anche il rispetto di un determinato comfort abitativo minimo, che è quello fissato nelle normative Sia (società svizzera degli ingegneri e degli architetti ndr). Le presunte disfunzioni tecniche, come quelle “contestate”, nulla hanno a che fare con Minergie, semmai dimostrano che, se confermate, c’è un problema all’edificio o ai suoi impianti che compromette il comfort e la qualità di vita, da noi richiesti. È stato scritto di tutto e di più, ma in questa discussione il tema Minergie conta solo marginalmente. Si è fatto di ogni erba un fascio. Minergie non si riduce a un cappotto isolante o un impianto di ventilazione, è un concetto globale finalizzato a contenere i consumi energetici globali entro limiti prestabiliti. Questi limiti vengono rispettati elaborando un progetto globale per un edificio specifico, e devono poi essere trasportati in fase di realizzazione e gestione dello stabile. Se ciò non è raggiunto, o il comfort non è garantito, la certificazione viene messa in discussione, e in alcuni casi anche ritirata.
E in merito al caso dei due nuovi stabili di Bellinzona, cosa ci può dire?
“Come già detto la situazione al nuovo Comando di Polizia è per noi al momento inaccettabile, così come per la committenza, e abbiamo vincolato il rilascio della certificazione definitiva all’esecuzione di determinati lavori correttivi. Lo stabile amministrativo 3 invece dal lato Minergie soddisfa i criteri, le premesse per la certificazione definitiva erano presenti, anche se va ancora affinata definitivamente la taratura degli impianti, come per altro già indicato dagli addetti ai lavori.”
Tornando allo standard Minergie: negli ultimi giorni sono piovute critiche un po’ da tutte le parti ed è stata fatta anche un’interrogazione da parte della Lega che decreta il fallimento dello standard energetico. Come risponde?
“Come già detto la situazione ci lascia amareggiati, i numeri ripeto sono lì a dimostrare il contrario, lo standard gode di un’ottima reputazione in Svizzera come in Ticino, dopodiché alcune affermazioni sono molto semplici da confutare, come quella riguardo il fatto di non considerare le differenti condizioni climatiche del Ticino...”
Non è così?
“Assolutamente no: gli standard Minergie, che fanno capo tra l’altro alle normative Sia, tengono già conto degli aspetti geografici e delle differenti realtà climatiche. Infatti va detto che ad esempio in un Cantone come il nostro permettono di considerare una maggior resa di un impianto fotovoltaico, o ancora di isolare in modo meno importante un edificio rispetto a ciò che viene richiesto oltre Gottardo. D’altra parte è vero che durante la stagione calda le esigenze di energia per la climatizzazione sono maggiori, ma i parametri ne tengono appunto conto. I limiti richiesti sono gli stessi, ma i metodi di calcolo tengono conto del differente clima”.
E in merito ai costi maggiori, spesso argomento degli oppositori?
“Prima di tutto non è corretto parlare di costi, ma di investimenti. È innegabile che quello iniziale sia tendenzialmente maggiore, ma proprio perché è un investimento la spesa maggiore verrà ammortizzata nel tempo, in quanto tempo dipende dal prezzo dell’energia e dal grado dell’investimento stesso. Se ne sentono di ogni, che il costo sarebbe del 30% superiore o peggio, non è affatto così. Ad esempio per lo stabile del Territorio il costo maggiore riguarda unicamente il maggior grado di isolamento termico dell’involucro, per altro per lo standard base Minergie già molto vicino al minimo di legge, e se vogliamo la pompa di calore che riscalda in inverno e, in modalità reversibile, raffredda in estate. Sebbene va detto che difficilmente oggi un edificio nuovo viene riscaldato con fonti fossili, per cui molto probabilmente si sarebbe optato comunque per una soluzione simile. La climatizzazione in un edificio non é necessariamente una prerogativa unicamente di Minergie, ma bensì un’esigenza che s’impone per garantire il benessere termico anche in estate. L’impianto fotovoltaico, non necessario per rientrare nei parametri Minergie, è comunque un ottimo esempio di lungimiranza da parte della committenza. Dopodiché si sconfina anche nelle possibilità d’investimento del committente…”
In che senso?
“Quando si deve acquistare un’automobile si può scegliere una Rolls Royce oppure una normale utilitaria, che soddisfa comunque i requisiti minimi, ma che non può vantare lo stesso comfort di una macchina di lusso. Con gli edifici vale lo stesso, che siano o meno Minergie. E con Rolls Royce mi riferisco alla possibilità di modificare qualsiasi parametro, come la temperatura, l’umidità, il quantitativo d’aria, di un singolo ufficio o addirittura postazione di lavoro. Però in questo caso i costi cambiano, indipendentemente dallo standard Minergie.. Insomma ancora una volta torniamo alle scelte che vengono effettuate per un progetto specifico; lo standard richiede il raggiungimento degli obiettivi minimi, quel che viene in più non dipende da noi.”
Molte critiche riguardano l’ermeticità delle finestre e degli stabili. Come risponde?
“Come già detto dagli architetti e dal responsabile del progetto dello stabile del Territorio la scelta delle finestre sigillate non è imposta da Minergie, ma bensì per esigenze foniche e di gestione della tecnica. Inoltre non è raro incontrare stabili recenti che non sono Minergie e che ugualmente non prevedono l’apertura delle finestre, come edifici amministrativi o banche. Per quanto riguarda l’ermeticità in generale: se oggi si costruisce un edificio nuovo correttamente e a norma di legge, sarà ermetico anche se non è Minergie, e lo stabile non respira da solo. Ciò è positivo dal punto di vista energetico, ma per garantire un corretto ricambio d’aria il minimo è l’apertura controllata dei serramenti da parte dell’utente. Per Minergie, trattandosi di una certificazione degli edifici e non del comportamento dell’utente, il problema viene risolto nella maggior parte dei casi con un impianto di aerazione controllata. Ricordo inoltre che l’aria immessa dall’impianto di ventilazione non è nient’altro che aria esterna, quindi fresca, ma in più riscaldata e filtrata da polveri fini e rumore esterno. Basterebbe vedere uno dei filtri degli impianti dopo qualche mese di esercizio per capire la qualità dell’aria che entra in casa ogni volta che apriamo le finestre.”
Un’ultima domanda: alcune voci che si sono levate nel dibattito che si è scatenato si sono chieste se Minergie svolga dei controlli. Come avvengono i vostri, se avvengono?
“Certo che ci sono i controlli. Tutti i progetti vengono analizzati nel dettaglio a livello progettuale, poi a lavori ultimati i progettisti e egli esecutori sono tenuti a notificarci eventuali modifiche rispetto al progetto oppure l’aderenza allo stesso. Dopodiché il 10% degli edifici viene controllato a campione e se si riscontrano irregolarità possiamo arrivare agli estremi del ritiro della certificazione. I controlli avvengono anche quando giungono segnalazioni particolari o se i dati tecnici non sono coerenti. È impensabile, e credo sia comprensibile a tutti, svolgere i controlli a tappeto su tutti gli edifici. Per i due stabili in oggetto, come spesso quando sono così grandi, si è comunque proceduto a un sopralluogo.”
dielle