POLITICA E POTERE
Polizia unica, pronta reazione delle Comunali: “Sorpresi, siamo al limite dell’improvvisazione”
Non è passato molto tra il comunicato del Governo, che ha posto il corpo unico cantonale come obbiettivo a medio termine, e la dura presa di posizione dell’Associazione delle Polizie comunali. “Ne risentiranno sicurezza e finanze”

BELLINZONA – Era prevedibile e come da copione è arrivata la pronta risposta, dai toni polemici, da parte dell’ dell’Associazione delle Polizie comunali. Poco fa infatti il Consiglio di Stato ha diramato un comunicato nel quale “apre” alla polizia unica, ponendola come un obbiettivo a medio termine, fissandone l’implementazione idealmente per il 2021 e passando prima dalle regioni  (leggi articolo correlato). 

Una decisione che proprio non piace alle polizie comunali, che rispondono per le rime al Governo, iniziando proprio dal ritorno alle ai settori territoriali. “A caldo riteniamo – si legge nel comunicato – che i punti citati nel comunicato del Consiglio di Stato siano sempre gli stessi, che il Cantone ha sempre proposto per le sue riforme in ambito di polizia, riforme che non hanno portato ai paventati miglioramenti, tant'è che l'ennesima riforma della polizia cantonale, che annulla le precedenti, è alle porte con un ritorno al passato che prevede la reintroduzione dei 4 settori territoriali di gendarmeria.”

Si arriva poi al vero motivo del contendere, quel progetto di polizia unico da sempre indigesto ai corpi comunali, anche per motivi finanziari, che spiegano come “da parte nostra non possiamo che ribadire come la polizia unica non sia altro che una perdita della presenza capillare sul territorio, rispettivamente di una sicurezza degna di un tale nome.
Rispetto al risparmio finanziario si ri leva unicamente come il costo unitario di un agente della polizia cantonale è di oltre Fr. 20'000.-- rispetto a quello di un agente della polizia comunale.
Fatti i calcoli rispetto all'effettivo di 400 uomini delle polizie comunali vi sarebbe da subito un maggior costo annuale di circa Fr. 8'000'000.-- a meno che non si voglia tagliare sul personale o continuare l'esercizio di trasferimento di oneri ai Comuni.”

Anche le tempistiche scelte dal Governo non piacciono: “Per quanto di nostra conoscenza – continua il comunicato –, la mozione proponeva dì confrontare l'esperienza dell'organizzazione in Poli regionali con l'eventuale introduzione di una polizia unica; tale esperienza non potrà che avere inizio nel settembre 2015 e il paragone potrà essere fatto in modo serio unicamente dopo almeno 5 - 6 anni dal funzionamento del sistema regionale.”

E poi arriva anche l’affondo finale, condito da un auspicio in merito all’attuale riforma delle polizie comunali, ritenuta una soluzione migliore: “L'Associazione si è sempre resa disponibile nel discutere qualsiasi scenario, ma la presa di posizione odierna non può che essere vista al limite dell'improvvisazione siccome pone forti dubbi sulla serietà dell'attuale lavoro d'implementazione previsto dalla LCpol svolto dai Poli e dai rispettivi Esecutivi. L'Associazione è fermamente convinta che la nuova organizzazione delle polizie comunali a livello regionale sia un'importante ed insostituibile risorsa per una vera sicurezza vicina al cittadino” conclude il comunicato. 

red

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