BELLINZONA - Dopo le bordate degli scorsi giorni contro Rocco Cattaneo per le sue esternazioni su Laura Sadis (leggi articolo correlato), l'ex vicepresidente del PLR ed esponente di spicco dell'ala radicale Andrea Bersani, spegne le polemiche con il presidente del partito ma rilancia con forza la ricandidatura della ministra delle finanze. "La riconquista del secondo seggio - dice Bersani in un'intervista al Caffé - dipende molto proprio da ciò che farà Sadis. Se non dovesse ripresentarsi nel 2015, come immagino possa augurarsi la Lega, sarebbe molto più difficile riconquistarlo”.Il sindaco di Giubiasco affida al domenicale alcune riflessioni politiche sul periodo che sta attraversando il partito: “È vero che il Plrt non è più il partito di maggioranza relativa - afferma - ma indipendentemente da questo, continuo a credere che la politica debba passare attraverso un dialogo, magari anche duro, ma sempre costruttivo. Alzare i toni, lanciare ultimatum, sono tutti atteggiamenti che non servono”. Tornando a Sadis, infine, Bersani traccia una netta distinzione fra chi fa politica in un Esecutivo e chi è chiamato a svolgere il suo compito come leader di una forza politica: “Bisogna sempre distinguere - dichiara - fra chi opera all’interno di un legislativo da chi siede in un esecutivo. Nel primo caso c’è più spazio per elaborare strategie di partito che conseguano poi determinati risultati. Quando invece si fa politica in un esecutivo, e bisogna rispettare il principio di collegialità, per forza di cose occorre avere maggiore indipendenza dal proprio partito. Partito che non può imporre dei diktat. Il responsabile del dipartimento dell’Economia è il consigliere di Stato di tutti, non di una parte. Il responsabile del dipartimento Educazione e cultura è il ministro di tutti, non solo dei socialisti. Così come lo sono quelli delle Istituzioni, del Territorio, della Sanità. Ognuno è eletto secondo una logica partitica, questo è vero, ma deve poi poter esercitare il mandato con una certa indipendenza. Senza correre il rischio di essere messo all’indice”.