POLITICA E POTERE
Palacinema, tanto rumor per nulla: in Gran Consiglio tutti d'accordo sui 3 milioni. Speziali: "Finalmente una casa al Pardo!"
Il Parlamento ha approvato oggi il contributo a fondo perso per la realizzazione della contestata Casa del Cinema, oggetto di ben due referendum comunali. Poche le voci fuori dal coro

BELLINZONA - Attorno al futuro Palazzo del cinema di Locarno il dibattito è stato per mesi molto animato. Due sono stati i referendum lanciati nei Comuni chiamati a partecipare finanziariamente al progetto: fallito quello lanciato a Locarno dal municipale leghista Silvano Bergonzoli e dai Comunisti, è invece riuscito quello lanciato dalla Lega nel comune di Gambarogno.

E oggi il progetto è arrivato in Gran Consiglio che, dopo un dibattito relativamente veloce e senza colpi di scena, ha approvato con 64 voti favorevoli, 3 contrari e 2 astenuti, lo stanziamento di un contributo a fondo perso di tre milioni a favore della Casa del cinema. Il sostegno al rapporto del deputato Fabio Bacchetta Cattori (PPD) è arrivato da parte di tutti i gruppi politici.
 
Per il PLR, il deputato locarnese Andrea Giudici ha portato l’appoggio convinto al Messaggio, sostenendo che in futuro un palazzo del Cinema non sarà importante solo quale sede permanente del Festival, ma anche un luogo culturale durante l’intero anno, grazie alla presenza di importanti attori, e alla collaborazione con USI, SUPSI e CISA, che ne faranno un vero e proprio centro idi competenza del settore audiovisivo.
 
Per la Lega è intervenuto Roberto Balemi, che ha ricordato lo scetticismo iniziale sui contenuti e il finanziamento del progetto, scetticismo che ha indotto alcuni Comuni chiamati a contribuire e lo stesso Cantone a chiedere numerosi complementi di informazioni alla città di Locarno. Balemi ha poi ricordato che i referendum promossi dagli esponenti leghisti nei comuni di Locarno e di Gambarogno hanno comunque avuto il merito di muovere le acque in maniera costruttiva, aumentando la pressione in nome della trasparenza e della chiarezza.
 
Adesione convinta è arrivata anche da parte dei socialisti, per i quali si è espressa la deputata Milena Garobbio, che ha comunque sottolineato come la ristrutturazione del FEVI sia prioritaria, poiché manca ancora al Festival di Locarno una sala di dimensioni paragonabili a quelle di Piazza Grande.
 
Per i verdi il sostegno è arrivato dal capogruppo Francesco Maggi, che ha criticato però la posizione del Consiglio di Stato su eventuali futuri finanziamenti. Il Governo ha infatti comunicato alla Città che non stanzierà ulteriori contributi e non parteciperà né ad eventuali sorpassi di spesa né ai costi di gestione.
Linea, quella del Consiglio di Stato, condivisa comunque dal rapporto sottoscritto all’unanimità dai membri della Commissione della gestione e ribadita in aula dal relatore Bacchetta Cattori: la gestione è affidata alla Pala Cinema Locarno SA, società della quale unica azionista è la Città di Locarno e ad essa spetterà la ricerca di finanziamenti in caso di disavanzo.  Per i Verdi questo approccio è improponibile, semplicemente per il fatto che in molti altri ambiti il Cantone ha accolto più volte numerose richieste di aiuto finanziario pervenute da più fronti, per esempio per gli impianti di risalita.

Poche le voci fuori dal coro: il deputato dell’MPS Matteo Pronzini ha sollevato perplessità sulle intenzioni e gli interessi della fondazione Stella Chiara, che ha contribuito finanziando il progetto con 10 milioni. 

Anche Bergonzoli era contrario al credito e si è detto molto preoccupato per gli oneri finanziari che ricadranno esclusivamente sulla Città: costi di gestione ed eventuali sorpassi. “Il festival del cinema ha altre priorità” ha detto. “Il Palacinema serve al festival solo molto marginalmente. Tutti gli sforzi devono essere incanalati nella ristrutturazione e nell’ingrandimento del FEVI. Io tengo al Festival del film: Palacinema no e Fevi si”.

In serata è giunto il commento del sindaco di Locarno, Carla Speziali. Eccolo:

"Ho appreso con grande piacere e soddisfazione – in qualità di presidente della Palacinema SA, nonché di Sindaco di Locarno  – l’esito estremamente  positivo del voto parlamentare sulla concessione del credito cantonale a favore del Palazzo del Cinema. Un voto che completa il mosaico istituzionale, permettendo al progetto di ulteriormente proseguire nel suo iter realizzativo.

La decisione del Gran Consiglio consolida in modo significativo la portata di questa importante operazione, riconoscendole una valenza non solo regionale, ma bensì cantonale, per non dire nazionale.
Di fronte all’importante decisione del Gran Consiglio – che ha dato pieno sostegno al messaggio governativo – in questo momento il mio pensiero di gratitudine va a tutti coloro che hanno creduto fin dall’inizio, o sciogliendo a poco a poco le proprie riserve, nel nostro progetto, impegnandosi intensamente affinché il Palazzo del Cinema possa divenire una realtà.  
In particolare, penso al prezioso contributo che la Fondazione Stella Chiara, attraverso suo presidente Martin Elstern, ha dato a questa realizzazione consentendo, tramite un consistente aiuto finanziario, di rilanciare l’intera operazione in un momento in cui le cose ristagnavano.
Sono ora sicura che il Palazzo del Cinema potrà proseguire nel cammino intrapreso, forte anche dell’appoggio cantonale ottenuto oggi. Ciò permetterà di dare una Casa al Pardo e, di conseguenza, al Festival internazionale del film una sua sede stabile. Un fattore, quest’ultimo, che ancorerà ulteriormente questa importante manifestazione alla Città e all’intero Cantone Ticino. 
Inoltre, grazie al Palazzo del Cinema, anche l’intero settore dell’audiovisivo potrà vivere un momento di consolidamento e di rilancio sul piano cantonale, permettendo in particolare la nascita di un Centro culturale formativo di livello elevato che segnerà il futuro della nostra Città, della Regione del Locarnese e del Cantone. E ciò sia sul piano socio-culturale che su quello più prettamente economico".

red

 

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