POLITICA E POTERE
Al via la partita del preventivo del tutti contro tutti. E la tassa sui parcheggi scalda subito gli animi
Cominciata la discussione in Gran Consiglio. Savoia: "Pur di fare un favore a chi assume frontalieri e costruisce capannoni di logistica, PPD e PLR sono pronti a far fallire il preventivo". Vitta: "La tassa via dal preventivo". Dadò: "La road map un flop"

BELLINZONA - Nessuno sa come andrà a finire ma intanto la partita è cominciata. Il Gran Consiglio ha cominciato questo pomeriggio la discussione sul preventivo 2015. Il dibattito durerà fino a domani pomeriggio e, come detto, l'esito è del tutto incerto: nessuno a la maggioranza. In campo ci sono tre fronti: la coppia PPD e PLR, pronta ad approvare i conti ma senza la tassa sui parcheggi di Claudio Zali, l'asse Lega-PS-Verdi che vuole approvare il documento così come proposto dal Governo, e l'UDC, in solitaria, che punta a bocciare il testo.

È probabile che i giochi si faranno sui diversi emendamenti che sono stati presentati. E anche qualche assenza potrebbe pesare. Ma questa è musica di domani. Oggi si è cominciato con le posizioni dei gruppi che porteranno al voto di entrata in materia.  

"Trovare un accordo tra i partiti di Governo – ha esordito il capogruppo PLR Christian Vitta - è sempre più difficile. Siamo di nuovo di fronte a un consistente deficit di bilancio". Vitta ha quindi affrontato l'unico vero nodo di questo preventivo: la tassa proposta da Claudio Zali: "Guardiamo con preoccupazione a questo provvedimento. Considerando l'impatto della misura è più che legittimo chiedere che venga estrapolata dal Preventivo e venga presentata con uno specifico messaggio, in modo da poter fare una consultazione e trovare un accordo con le parti interessate. Voler forzare la mano oggi produrrà probabilmente il lancio di un referendum che non farà entrare la misura in vigore nel 2015".   

Lapidario l'intervento del coordinatore della Lega Attilio Bignasca: "Questo è un preventivo che è stato definito delle cifre ballerine. Si riesce a contenere il deficit nei 125 milioni solo per la volontà quasi unanime di non far scattare il moltiplicatore cantonale. Speriamo nell'arrivo negli utili della Banca Nazionale e speriamo che non nevichi...In attesa della discussione sulla tassa di collegamento porto l'adesione della Lega al rapporto di minoranza sottoscritto da Verdi e PS".

Molto critico Fiorenzo Dadò: "In questi quattro anni abbiamo assistito a un fiume di parole che sono state dette sulle finanze pubbliche. Non ci vuole molto per esprimere il rammarico per l'irresponsabilità finanziaria, sociale e  ambientale in cui versa il nostro Cantone. In questi 4 anni abbiamo appesantito la barca di pesantissima zavorra: abbiamo aggiunto al debito pubblico 700 milioni. Una situazione inaccettabile". Il capogruppo PPD ha anche fatto il funerale alla road map (il piano di revisione dei compiti dello Stato concordato ad inizio legislatura dai partiti di Governo). Gli incontri con il Governo, ha detto Dadò, si sono trasformati in "puri esercizi alibi di una superficialità mostruosa. Un emerito flop! Al prossimo Governo verrà affrontato un vascello pesantissimo, a cui bisognerà togliere l'acqua e dargli una rotta sicura. Il nostro è l'unico Cantone in Svizzera in cui non si riescono a mettere da parte le ridicole rivalità partitiche, sacrificando addirittura il bene del Paese". 

Questo preventivo, ha detto dal canto suo il presidente del PS Saverio Lurati, è frutto di "un tira e molla tra chi ha la maggioranza relativa in Governo, la Lega, e chi vorrebbe conquistarla, PLR e PPD. La discussione è stata sterile: un puro esercizio retorico. Tutto è stato incentrato sul sostegno al proprio ministro e a bloccare la tassa di collegamento per accontentare le lobby economiche che la fanno da padrone, in particolare il Fox Town e le aziende parassitarie del Mendrisiotto. Il PS, invece, ha scelto di stare dalla parte del Governo". Lurati ha quindi incentrato gran parte del suo intervento sulla questione salariale: "L'impoverimento del tessuto economico ha trascinato al ribasso il livello dei salari. Un recupero salariale di 10 punti rispetto alla media nazionale, e saremmo a metà del divario, sanerebbe la situazione finanziaria senza chiedere sacrifici a chi deve arrivare alla fine del mese".  

Per la prima volta anche i Verdi voteranno il preventivo. Ma a solo una condizione e per un solo motivo: salvare la tassa sui poisteggi di Claudio Zali. "Mi auguro vivamente – ha detto il coordinatore Sergio Savoia - che i colleghi delle Lega non cedano al canto delle sirene che giunge dal sottobosco del Gran Consiglio. Il provvedimento del ministro Zali è la prima misura che può invertire la tendenza del peggioramento dell'inquinamento e della vivibilità dei ticinesi, in particolare quelli del Luganese e del Mendrisiotto. Una parte di questo Parlamento risponde più alla DISTI che ai loro elettori. Coloro che hanno coperto il nostro Cantone di capannoni di logistica e riempito le nostre strade di traffico. Sono stupefatto che una parte del Gran Consiglio, pur di fare a un favore a chi assume i frontalieri e costruisce capannoni di logistica, sia disposta a far naufragare il preventivo". 

Infine, il presidente dell'UDC Gabriele Pinoja: "Se un'azienda venisse gestita come oggi viene gestito il Cantone il CdA verrebbe silurato dall'assemblea generale. Questo è il terzo peggior preventivo tra i Cantoni svizzeri per il 2015. Veniamo da dieci anni di promesse mai mantenute e siamo arrivati a un deficit di 2 miliardo: questo è il risultato di gestione. È necessario dare un segnale chiaro come Parlamento rimandando al mittente il preventivo. Spero che il nuovo Governo, anteponendo a qualsiasi cosa la responsabilità e l'etica, inverta la rotta per il bene di un Cantone che non deve essere sempre l'eccezione negativa della Svizzera. Quanto alla tassa di collegamento, lo scopo è chiaro: è un provvedimento prettamente finanziario voluto per ridurre di 12 milioni il deficit". 

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