POLITICA E POTERE
Canicola, è allarme da 20 giorni e ai lavoratori chi ci pensa? Pronzini interroga il Governo: “Quale autorità e datore di lavoro, cosa ha fatto?
Il gran caldo mette a rischio la salute psicofisica di molti salariati che non possono evitare di esporsi al sole. Una problematica al centro di due atti del deputato MPS che chiede all’Esecutivo un bilancio della situazione e interventi concreti

BELLINZONA – Rari i giorni di luglio che non sono stati al centro di un allarme canicola in questo inizio di estate 2015, un problema che si ripercuote sulla salute delle fasce di popolazione più sensibili, come bambini, anziani e donne in gravidanza, ma anche su quella dei molti lavoratori che non possono proteggersi dal caldo e dall’esposizione al sole. Un problema che è quindi al centro di due atti firmati da Matteo Pronzini che con una interrogazione, rivolta al presente, e una mozione, che chiede azioni future, interroga il Governo sull’azione intraprese per tutelare i numerosi salariati attivi in Ticino.

“Le autorità cantonali in questi 20 giorni di canicola – scrive Pronzini – hanno diramato a scadenze regolari un laconico comunicato stampa con il quale si invita la popolazione, tra le altre cose, ad evitare sforzi  fisici, mantenere gli stabili freschi ed evitare di stare all’aperto nelle ore pomeridiane”.

Tre eventualità, aggiunge, “impossibili per decine di migliaia di salariati e salariate, attive nel canton Ticino; in particolare per i salariati  occupati in lavori all’esterno e in locali senza climatizzazione. Inoltre, in alcuni ambiti, alle alte temperature si somma il caldo prodotto dai macchinari o dal materiale utilizzato”.

A tutela dei lavoratori, ricorda ancora il deputato MPS, esistono precise disposizioni iscritte nella Legge sul Lavoro (LL), nella Legge sanitaria cantonale, nonché nella legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni.

“Non sembrerebbe però – commenta – che le autorità cantonali (Consiglio di Stato e relativi dipartimenti)  abbiano dato seguito al loro compito di far applicare le relative disposizioni a protezione della salute contenute nella Legge sul Lavoro e nella Legge sanitaria cantonale. La responsabilità del Consiglio di Stato va però oltre, essendo egli stesso il principale datore di lavoro del Canton Ticino. Dunque il governo non ha solo una responsabilità quale organo d’applicazione e/o sorveglianza, ma una responsabilità diretta, vincolante”.

Pronzini, nella propria interrogazione, chiede dunque al Governo: “Cosa ha fatto in questi anni per monitorare e radiografare i settori professionali (ed in particolare i settori dell’amministrazione pubblica) nei quali l’allarme canicola può determinare dei rischi alla salute? Quali sono questi settori professionali (e quali sono  i settori dell’amministrazione pubblica) e quante le persone che, in queste circostanze, vedono la propria salute esposta a rischi? Quali sono i rischi constatati, se questa constatazione è avvenuta, e che cosa è stato messo in atto per ridurre tali rischi sia nell’insieme dei settori economici che nell’amministrazione pubblica?   Nelle misure adottate e promosse si è tenuto in considerazione quanto contenuto nel CCL delle pavimentazioni (interruzione del lavoro nelle ore pomeridiane)? Quali misure sono state adottate per tutelare i giovani lavoratori e le donne in gravidanza, gruppi che necessitano, in base alla LL, di una maggiore e particolare protezione? Quale è stata la reazione delle aziende e che bilancio può essere fatto? Verso quelle aziende che non hanno adottato adeguate misure di tutela della salute quali sanzioni verranno prese in base alle competenze attribuite dalla Legge sul Lavoro e la Legge sanitaria?         Vi è una collaborazione tra amministrazione cantonale e Suva nell’azione di prevenzione contro la canicola?”

Mentre con la mozione, considerando che il gran caldo di questi giorni è una problematica con cui, con tutta probabilità, il Ticino si troverà confrontato anche negli anni a venire, Pronzini chiede al Governo “di elaborare delle proposte legislative che concretizzino la protezione della salute in caso di allarme canicola, più in particolare: sia nella sua qualità di autorità politica generale che nel suo ruolo particolare di  datore di lavoro; sia per il personale occupato nei lavoro esterni che all’interno; che tenga in considerazione settori particolari di salariati quali i giovani lavoratori (meno di 18 anni ed apprendisti) e le donne in gravidanza; che preveda in ogni caso l’interruzione del lavoro (con pagamento del salario) per il lavoro svolto nelle ore pomeridiane o, per settori particolari confrontati con fonti di calore (apparecchi, forni, motori, impianti industriali, ecc) il non inizio del lavoro”.

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