POLITICA E POTERE
Il PS candida Malacrida agli Stati. E Savoia chiude sulle congiunzioni: "È la prova del 9: ora tutti sanno che sono loro a non voler fare accordi"
Il coordinatore dei Verdi chiude definitivamente le porte di un'alleanza elettorale: "L'area o c'è sempre o non c'è mai. E se c'è sempre non può esistere solo quando si tratta di portare voti alla lista socialista"
BELLINZONA - Ora è ufficiale: non se fa più niente. La decisione della direzione del partito socialista di proporre al comitato cantonale la nomina del dottor Roberto Malacrida quale candidato al Consiglio degli Stati, rappresenta il punto di rottura delle trattative per arrivare a una congiunzione delle liste tra PS e Verdi. Lo afferma il coordinatore degli ecologisti Sergio Savoia spiegando a Liberatv come la mossa dei socialisti scavalca l'unica condizione che l'assemblea dei Verdi aveva posto sulla strada dell'alleanza: la candidatura unica dello stesso Savoia per la corsa agli Stati. A far saltare la mosca al naso al leader ecologista anche un passaggio del comunicato con cui il PS ha ufficializzato Malacrida. Questo: "Il PS dovrebbe affrontare la crisi finanziaria e la povertà conseguente rimanendo a sinistra, una Sinistra rosso-verde e laica, impermeabile a ogni tentazione e contagio neocapitalistici, a ogni compromesso di matrice populista, che possa intaccare l’etica della solidarietà indifferenziata verso l’Altro, povero, ammalato o vulnerabile: il PS ne porta una responsabilità morale anche verso le generazioni future"."Un comunicato - attacca Savoia - francamente incomprensibile... Detto questo la posizione dell'assemblea dei Verdi è immutata: abbiamo detto sì alle congiunzioni a patto che il nostro partito potesse esprimere una candidatura unica per l'area rossoverde agli Stati. Secondo me quello che la direzione del PS ha voluto dirci candidando Malacrida, per altro persone validissima, è "noi non vogliamo fare le congiunzioni". E quindi ne prendiamo atto"."Sono deluso - aggiunge Savoia - perché si tratta di un'occasione persa anche in vista delle comunali. Noi abbiamo fatto una proposta ragionevole chiedendo come contropartita politica al vantaggio che i nostri voti avrebbero portato all'elezione di un secondo socialista al nazionale, il riconoscimento politico che in questa alleanza esiste anche un secondo partner che aveva il diritto di essere adeguatamente supportato con il sostegno di un candidatura unica agli Stati. In questo modo si sarebbe certificata l'esistenza di un'area. Perché l'area o c'è sempre o non c'è mai. E se c'è sempre non può esistere solo quando si tratta di portare voti alla lista socialista". "Gli accordi - argomenta ancora il leader degli ecologisti - si fanno quando portano soddisfazione a entrambe le parti, altrimenti finisce come la Svizzera con l'Unione Europea. Se non ci si vuole concedere nemmeno quel poco che abbiamo chiesto, significa che il PS intende continuare a esercitare un ruolo egemone all'interno dell'area progressista. E allora non ci sta bene". "La Lega -conclude Savoia - ha fatto cadere le sue pregiudiziali verso alcuni candidati UDC. Il PS non è stato in grado di farlo e ha deciso di negare alla nostra area una candidatura agli Stati che ponesse sul tavolo anche l'euroscetticismo che molti condividono a sinistra, soprattutto dopo la Grecia. Il PS insomma preferisce non recuperare il secondo seggio al Nazionale piuttosto che dare soddisfazioni ad alcun di noi. È un questione di ripicca. La buona fede, le idee e il tempo sono elementi fondamentali per tessere un'alleanza: purtroppo mancano tutti e tre gli ingredienti in una parte della dirigenza del PS. Ma questo passaggio rappresenta anche la prova del 9: ora tutti sanno che sono i socialisti a non voler fare accordi con i Verdi".
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