POLITICA E POTERE
Ignazio Cassis ci scrive: "Ecco i miei progetti (se i ticinesi lo vorranno) per la prossima legislatura: sanità, pensioni … e forse un nuovo ruolo!"
Il Consigliere Nazionale: "In caso di rielezione ho dichiarato la mia disponibilità quale candidato alla presidenza del Gruppo parlamentare, visto che Gabi Huber non si ripresenta. Non è un obiettivo facile, ma se andasse in porto...."

di Ignazio Cassis*

Siamo agli sgoccioli, tra due giorni sapremo chi sarà eletto nel Parlamento nazionale. Se i ticinesi vorranno riconfermarmi, sono pronto a continuare il lavoro a favore di una Svizzera forte, fiorente e indipendente. Da quattro anni sono Vicepresidente del gruppo PLR alle Camere federali. In caso di rielezione ho dichiarato la mia disponibilità quale candidato alla presidenza del Gruppo parlamentare, visto che la nostra timoniera Gabi Huber (UR) non si ripresenta. Non è un obiettivo facile, ma se andasse in porto sarei onorato di permettere al Ticino di essere doppiamente rappresentato ai vertici di uno dei principali partiti svizzeri.

Con la nuova legislatura, sarà anche una priorità occuparmi dei dossier nell’ambito delle assicurazioni sociali e della sanità, dove il futuro ci riserva grandi sfide. Il cantiere più importante è la riforma del sistema pensionistico, che si fonda sui famosi tre pilastri (AVS, casse pensioni e risparmio personale). Abbiamo la fortuna di vivere sempre più a lungo e in miglior salute; bisogna perciò adattare queste importanti assicurazioni sociali, garantendo l’equilibrio tra di esse: il primo pilastro (AVS) ha l’obiettivo di garantire una sicurezza materiale. La cassa pensione, insieme con l’AVS, permette invece di mantenere un tenore di vita simile a quello precedente il pensionamento. L’AVS è come una vasca da bagno: un rubinetto la riempie (i lavoratori attivi e i datori di lavoro), lo scolo la svuota (i pensionati). Più sono i pensionati, più bisogna riempire la vasca e/o ridurre lo scolo. Trovare il buon equilibrio tra chi paga e chi riceve è essenziale, pena la crisi della solidarietà intergenerazionale. Le casse pensioni sono come un salvadanaio personale: ogni lavoratore, con il suo datore di lavoro, ci versa mensilmente una quota. Giunto in pensione troverà il suo capitale, da ritirare in contanti o da ricevere come rendita. Più a lungo si vive, più il capitale va “spalmato” su più anni, normale quindi che l’aliquota di conversione vada ridotta dal 6,8 al 6%. Il sistema svizzero funziona bene, ma oggi le persone vorrebbero decidere autonomamente quando andare in pensione. Ecco perché sono a favore del pensionamento flessibile tra 62 e 70 anni, con la definizione dell’età matematica di pensionamento a 65 anni per uomini e donne.

Un altro cantiere importante è quello dei premi di assicurazione malattia, che soprattutto per le giovani famiglie con figli a carico ha superato la soglia della sopportabilità. Occorre agire su due fronti: quello dei costi e quello del finanziamento. I costi sono il risultato del nostro comportamento. Proprio ieri l’Osservatorio svizzero sulla salute ha pubblicato uno studio che evidenzia l’importante aumento delle prestazioni ambulatoriali tra il 2007 e il 2013. Le casse malati sono obbligate a pagare le fatture, dunque i premi aumentano perché i costi aumentano. Per ridurli dobbiamo diminuire le prestazioni mediche o il loro prezzo. Ospedali, medici e altri fornitori di prestazioni sono poco disposti a diminuire i prezzi: ciò diminuirebbe i salari con gravi conseguenze sindacali. Perciò dobbiamo chiederci: siamo disposti noi tutti a rinunciare a qualcosa? Oltre due milioni di assicurati hanno risposti di si, scegliendo le reti di cura integrate, dove il paziente è guidato dal suo medico lungo il percorso terapeutico. Inoltre alcuni ospedali, come l’EOC, stanno compiendo sforzi con appositi progetti “choosing wisely” (= fare di più non significa fare meglio), ma la strada è in salita. Torniamo al finanziamento. In Parlamento stiamo studiando la possibilità di ripartire diversamente i premi secondo le classi di età, diminuendo in modo importante (-92 franchi al mese) il carico dei premi per i 19-25enni.  Una proposta in tal senso sarà presto inviata in consultazione. Inoltre sono contrario alla proposta del Consigliere federale Berset di ridurre lo sconto dei premi a chi sceglie liberamente franchigie superiori a 300 franchi, assumendo più responsabilità personale. Chi assume più responsabilità va premiato, non punito! Questa è il mio credo.

Ecco due esempi di lavoro politico alla ricerca della miglior soluzione per garantirci un futuro prospero e sicuro. Dopo 8 anni di lavoro parlamentare ho esperienza e beneficio di riconoscimento. Mi sento nel pieno delle mie forze per continuare il lavoro. Grazie quindi sin d’ora a chi vorrà sostenermi con il suo voto!

*Consigliere Nazionale PLR

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