POLITICA E POTERE
Aylan, l’immigrazione e Blocher. Cavalli: “È il solito pericoloso clown”. Quadri: “Ha ragione: foto sfruttata per un ricatto morale squallido”
Attorno al personale commento dell'ex ministro UDC si è scatenata la polemica, così anche in Ticino. Ecco il punto di vista di due personalità dalla visione opposta: il leghista Lorenzo Quadri e il socialista Franco Cavalli

LUGANO – Una messinscena, un tentativo di indebolire l’UDC, la prova che la stampa sia di parte nel trattare il tema della migrazione. Tre concetti, poche righe contenute nell’intervista alla “sua” Basler Zeitung, e attorno al personale commento di Christoph Blocher sulla foto del cadavere del piccolo Aylan riverso sulla spiaggia di Bodrum si è scatenata la polemica. Così anche in Ticino da cui è arrivato a Blocher, da parte del reporter di guerra Gianluca Grossi, l’invito a partire e trascorre tre giorni sulle coste di sbarco (vedi suggeriti). Abbiamo chiesto quindi a due personalità dalla visione opposta un commento sulle dichiarazioni e i punti sollevati dall'ex ministro UDC. A rispondere il leghista Lorenzo Quadri e il socialista Franco Cavalli.

Cavalli: “Dichiarazioni demenziali e impressionanti. Blocher è il solito pericoloso clown”

Demenziale è la prima parola che, con un sorriso sardonico, viene in mente all’oncologo. “Ma il signor Blocher che prove ha? Mi pare davvero demenziale pensare che la stampa mondiale si preoccupi del fatto che l’UDC faccia o meno un seggio in più nel parlamento svizzero. Elezioni che, teniamolo presente, non sono quelle americane e hanno addirittura un peso relativo all’interno della stessa Confederazione, come scriveva il buon Tito Tettamanti, con cui sono spesso in disaccordo, proprio ieri su Die Zeit: il parlamento elvetico ha pochissimo potere; a decidere tutto sono il Consiglio federale la burocrazia. Sostenere che la foto e la sua pubblicazione siano una mossa architettata per indebolire l’UDC, lascia decisamente il tempo che trova”.

Ma, aggiunge Cavalli, “queste dichiarazioni mi fanno anche impressione. Mi ricordano il modo con cui i propagandisti nazisti reagivano di fronte all’emergere delle foto sui maltrattamenti degli ebrei. È proprio una delle vecchie tecniche di Blocher quella di usare certi metodi del passato e dando sempre la colpa agli altri. In sostanza, non c’è niente di nuovo sollo il sole, Blocher è il solito pericoloso clown”.

Tornando alla foto, prosegue Cavalli, “che la scena sia stata manipolata, mettendo il suo cadavere in una certa posizione, per far impressione, può anche esser accaduto. Ma quel che è certo è che questo bambino è morto, come lo sono tanti altri. Un’altra decina solo in questa settimana. Bisognerebbe allora avere un minimo di rispetto per questi disperati che hanno bisogno il nostro aiuto. E vedere un miliardario come Blocher invece di aiutare con qualcuno dei suoi milioni queste persone investirne centinaia nella propaganda dell’UDC mi fa venire freddo alla schiena”.

Le parole di Blocher hanno anche riaperto il dibattito sulla distinzione tra chi ha diritto all’asilo perché in fuga da una guerra e i cosiddetti ‘migranti economici’. Distinzione che per Cavalli non ha alcun senso. “Quando migliaia di Ticinesi emigravano, spesso mettendo a rischio al loro vita, in California o in Australia nessuno ha mai chiesto loro se scappavano dalla guerra o, come era, dalla povertà. Questa distinzione non interessa: la nostra ricchezza è dovuta in parte anche al fatto che sfruttiamo questa gente e le guerre da cui fuggono sono organizzate dagli occidentali”.

Cavalli riserva quindi un’ultima frecciatina all’ex consigliere federale UDC: “A Blocher, che parla tanto dell’essere liberi, varrebbe la pena ricordare di quando da ministro della giustizia ha chiuso non due, ma ben dieci occhi, sul fatto che gli americani sorvolassero la Svizzera trasportando persone detenute illegalmente per andare a torturale nelle loro basi, come dimostrato poi da Dick Marty. Da grande indipendentista svizzero si è piegato da vigliacco alle richieste degli americani”.

Quadri: “Una strumentalizzazione per ottenere una svolta permissivista sulla politica migratoria. E i media sono complici”

"Non sono in grado di dire se la foto è vera o è tarocca come dice Blocher. E secondo me non è neppure tanto importante saperlo. Mettiamo pure che sia vera… ma il punto importante del discorso qui è un altro. Quella fotografia, infatti, è stata strumentalizzata per rivolgere un ricatto morale particolarmente squallido, trattandosi di un bambino morto, per ottenere una svolta permissivista, anzi illegale, sulla politica migratoria. Si è cercato insomma – e lo ribadisco, in modo del tutto squallido - di mettere sotto pressione chi si batte a favore di politiche restrittive e per il rispetto della legge". 

"Tornando alla fotografia – aggiunge Quadri – a mio avviso i media non sono stati ingannati. Al contrario vi è stata una complicità di parte dell'informazione per usare questa immagine come grimaldello per scardinare determinate politiche. La legge sull'asilo serve per le persone che fuggono da una guerra e non per i migranti economici. E invece tutta questa operazione era proprio volta a favorire una migrazione di tipo economico".

"Considerato l'esito delle elezioni tuttavia – argomenta ancora Quadri – tutto questo can can non ha avuto un grande esito. Gli elettori hanno ribadito che la legge va applicata non solo a chi va forte in macchina ma anche agli immigrati. Vorrei aggiungere che le tragedie che accadono in mare, come quella del povero bambino, non sono certo causa delle politiche rigorose sull'immigrazione: è vero esattamente il contrario. È chi fa balenare nella testa di queste persone che attraversando il mare troveranno tutti accoglienza nel paese del Bengodi, che produce queste stragi e arricchisce i delinquenti della criminalità organizzata che organizzano i barconi". 

"Per porre fine a queste tragedie – conclude il Consigliere Nazionale leghista – bisogna chiudere le frontiere e scoraggiare in ogni modo a partire chi si sa già che non avrà diritto all'asilo. In modo tale che, come prevede la legge, soltanto chi ha i requisiti per l'asilo possa trovare giusta accoglienza".  

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