LUGANO - Se tutti votassero seguendo gli "ordini" di scuderia, da una parte e dall'altra, la partita potrebbe anche non essere disputata. Troppo grande il divario tra le squadre in campo. Ma gli elettori non si muovono quasi mai in modo preciso e compatto. Ci sono troppe variabili: la partecipazione, vecchie e nuove antipatie, storielle di campanile, fatti di cronaca contingenti. Il punto quindi, come sempre in democrazia, non è convincere tutti ma convincerne il più possibile: la maggioranza necessaria. I ticket e le alleanze sono elementi tipici di un'elezione maggioritaria. La partita, dicevamo poc'anzi, se tutti votassero seguendo scrupolosamente queste logiche potrebbe anche non essere disputata. Ma già con i risultati emersi dal primo turno, in vista del ballottaggio, si può affermare che c'è una squadra nettamente favorita sull'altra.Il tandem composto da Filippo Lombardi e Fabio Abate ha funzionato bene. Addirittura quasi alla perfezione in certi comuni. I due uscenti si sono sostenuti al primo turno ("Gli elettori ticinesi hanno parlato chiaro e il ballottaggio lo confermerà", Lombardi dixit a commento dei risultati) e ancor meglio lo faranno adesso, nella gara decisiva. Ed è logico che sia così. Le prove di collaborazione tra PLR e PPD in vista di una possibile futura alleanza programmatica ed elettorale (Cattaneo ha dichiarato che fosse stato per lui e per il senatore PPD le congiunzioni le avrebbero già fatte per queste elezioni federali…) sono un ulteriore elemento che incoraggia a dare prova di affidabilità verso il partner e a testare la disponibilità del proprio popolo. I tifosi del ticket di centro sono già usciti allo scoperto con il motto elegante "sosteniamo gli uscenti", che è sempre più bello da pronunciare piuttosto che per un PLR dire "sostengo un pipidino" o per un PPD affermare un "liberale radicale". A questo va aggiunto che la ricandidatura del dottor Roberto Malacrida favorisce sulla carta – e diciamo "sulla carta" per un eccesso di prudenza – il senatore Abate. Potendo l'elettore spendere due crocette anche in questo turno di ballottaggio, un pezzo dell'elettorato socialista, che sarà in parte (ma in che misura?) motivato a partecipare al voto dalla presenza di un proprio candidato, darà una mano al liberale radicale per scongiurare il "pericolo" dell'elezione di un rappresentante di Lega e UDC. È successo quattro anni fa (e probabilmente costò il seggio a Franco Cavalli…) per lo spettro molto meno concreto di un successo di Sergio Morisoli, a maggior ragione succederà questa volta. Battista Ghiggia ha corso invece in solitaria il primo giro di pista. Il suo risultato è stato eccellente se consideriamo che solo pochi mesi fa era un illustre sconosciuto sulla scena politica. Lui e il il suo team hanno fatto un lavoro straordinario di promozione e di presenza sul territorio. Ma se analizziamo il risultato esclusivamente attraverso la freddezza dei numeri, la performance di Ghiggia è stata buona ma non ottima. Il 31% dei consensi dice che sostanzialmente ha fatto il pieno in casa sua (Lega e UDC) ma non è riuscito per il momento a sfondare negli altri giardini. I quasi 4'000 voti di distacco di partenza da Fabio Abate non sono pochi. Servirà un'impresa (e un bel po' di fortuna che serve sempre in questi casi) per ribaltare la situazione. Ma sia lui che la Lega ci credono sul serio e si stanno muovendo con estrema determinazione. E per cominciare prende forma un altro ticket: quello tra lo stesso Ghiggia e Sergio Savoia. Il tandem del 9 febbraio. Una coppia che, chi ha fatto lo spoglio del primo turno, racconta essere già stato scelto da parecchi cittadini già al primo turno. In alcune dichiarazioni apparse ieri i due candidati hanno cominciato a flirtare pubblicamente. "Ritengo positiva – ha dichiarato Ghiggia in un'intervista a Liberatv - la candidatura di Savoia. Sergio è una persona che ha la mia simpatia, non solo perché come tutti sanno è umanamente simpatico, ma soprattutto perché su molti temi importanti abbiamo delle chiare convergenze. Il fatto che al ballottaggio ci sia anche lui è quindi una buona cosa perché in questo modo non sarò l'unico a portare avanti temi fondamentali quali la sovranità e la neutralità della Svizzera, l'applicazione dell'iniziativa del 9 febbraio e, più in generale, la difesa della democrazia diretta"."In questo ballottaggio – gli ha fatto eco Savoia in un'intervista rilasciata al Mattinonline - siamo rimasti solo in due a difendere queste posizioni, io e Battista Ghiggia. Su altri temi abbiamo certamente idee molto diverse, vedi raddoppio del Gottardo, ma sulla difesa del mercato del lavoro indigeno e del voto del 9 febbraio siamo certamente dalla stessa parte. Se continueremo a eleggere a Berna turboeuropeisti certi problemi non li risolveremo mai".Naturalmente non bastano questi riconoscimenti per far crescere il valore elettorale complessivo della coppia. Ed è Ghiggia quello che più deve cercare di aumentare il proprio consenso nell'area più ecologista, progressista e sociale di Savoia. Sia perché è lui a giocarsi la vittoria, sia perché per sfondare al ballottaggio non bastano i cavalli di battaglia come l'Europa, i rapporti con l'Italia o il 9 febbraio, su cui le posizioni sono chiare da tempo. E ormai non spostano più nulla. AELLE