BELLINZONA - L’OCST prende atto con soddisfazione della sentenza con la quale il Tribunale federale precisa la natura degli assegni familiari di prima infanzia e integrativi. "Contraddicendo - scrive il sindacato in una nota - quanto sostenuto dal Dipartimento delle istituzioni, dal Consiglio di Stato e dallo stesso Tribunale cantonale amministrativo, che equiparava tali assegni a prestazioni a scopo assistenziale, il Tribunale federale ha negato che possano essere ritenute tali"."Le ricadute della sentenza - aggiunge l'OCST in un comunicato - sono di importanza tutt’altro che marginale. Impediscono all’autorità degli stranieri di emanare ammonimenti, minacciare o persino procedere alla revoca dei permessi di dimora o domicilio per il solo fatto di essere al beneficio di assegni di prima infanzia o integrativi. Viene opportunamente sconfessata una linea che stava penalizzando in modo indiscriminato i beneficiari stranieri di tali prestazioni familiari. Se - come è opportuno fare - si intende scongiurare l’insorgere di abusi, occorrono provvedimenti orientati puntualmente alla loro lotta. Accanirsi in modo indifferenziato su tutti coloro che hanno diritto a prestazioni familiari di prima infanzia o integrativi è una via scorretta che il Tribunale federale ha ora giustamente invalidato". "L’OCST - termina la nota - auspica che la correzione di rotta imposta dal Tribunale federale induca l’Ufficio della migrazione a considerare con una diversa capacità di discernimento anche i casi per i quali la revoca ruota attorno al concetto di “centro di vita e di interessi” (fattispecie che sta lasciando trasparire visibili eccessi)".