SECONDO ME - "Non cambiamo politica, e raggiungeremo gli obbiettivi voluti dai cittadini, anche se in tempi diversi"
BERNA – Il senatore Filippo Lombardi interviene nella “Bagarre del Postulato”. Lo fa con un’opinione pubblicata oggi sul Corriere del Ticino, e senza lesinare critiche al PLR per la tempistica dell’operazione. Ecco i passi salienti.
di Filippo Lombardi *
“Ha suscitato ieri comprensibili reazioni l’adozione al Consiglio nazionale per un solo voto (91 a 90) del postulato del Gruppo PLR che chiede di ripensare il limite di 650 mila veicoli pesanti annui nel traffico merci transalpino in Svizzera. Contrari PS e PPD (compresi i ticinesi Carobbio, Regazzi e Romano), favorevoli PLR e UDC (ma astenuti Cassis, Merlini, Pantani e Quadri). La coincidenza con il voto di domenica sul risanamento del San Gottardo è casuale, poiché il postulato risale al 2014, ma certo il buon senso doveva consigliare ai liberali di ritirarlo”.
“Ciò detto, un postulato (…) si limita a chiedere al Governo di studiare un problema e presentare un rapporto, da cui potranno eventualmente scaturire futuri passi legislativi, ma anche no”.
“Nel caso specifico, il postulato PLR si limitava a chiedere al Consiglio federale di esaminare «se e come si possano sostituire agli obbiettivi dell’art. 3 della Legge sul trasferimento del traffico merci, degli obbiettivi coerenti con quanto illustrato nel Rapporto sul trasferimento del 2013». Come noto l’obbiettivo numerico – il famoso tetto di 650.000 camion annui – non figura nell’articolo costituzionale sulla protezione delle Alpi, ma fu inserito dal Parlamento nella legge, contro il parere del Consiglio federale, il quale fin da allora – e oggi ancora nei suoi rapporti biennali sul trasferimento – ammonisce che un numero fissato rigidamente per legge non ha senso, poiché ciò che conta è la sostanza della protezione delle Alpi. Così ha risposto una volta ancora la ministra Doris Leuthard, che ora dovrà produrre il rapporto richiesto”.
Nulla cambia nella volontà politica di portare a termine il trasferimento delle merci su rotaia come deciso fin dall’inizio degli anni Novanta (…). Grazie a questa politica abbiamo impedito che il traffico pesante transalpino esplodesse negli scorsi vent’anni, e anzi l’abbiamo ridotto da 1,4 milioni di camion nel 2000 a poco più di un milione l’anno scorso. Nel frattempo la quota di mercato della ferrovia in questo traffico di merci nord-sud è ancora aumentata e con quasi il 70% raggiunge un record europeo assoluto. Per questo ho detto durante la campagna sul risanamento del San Gottardo che – dato il valore simbolico ormai assunto da questo limite di 650.000 – non ha alcun senso rimetterlo in discussione”.
“Ciò che è irrealistico nella legge non è l’obiettivo, ma la scadenza prevista. Non lo si potrà infatti raggiungere due anni dopo l’apertura della galleria di base del San Gottardo, per la buona ragione che il sistema potrà funzionare a piena capacità solo quando sarà completo, ovvero con la galleria del Monte Ceneri e il corridoio a 4 metri Chiasso-Basilea già in fase di realizzazione, nonché con le rampe d’accesso ed i terminali intermodali già pattuiti con la Germania e (soprattutto) con l’Italia, senza dimenticare l’ultimo scatto della tassa di transito Basilea-Chiasso che la Svizzera farà partire il 1. gennaio 2017. Non cambiamo politica, dunque, e raggiungeremo gli obbiettivi voluti dai cittadini, anche se in tempi diversi. Il postulato accolto dal Nazionale è in tal senso superfluo e non cambierà nulla alla nostra rotta”.
* consigliere agli Stati