I vertici del PS di Lugano sulla polemica svelata ieri da Liberatv dopo la lettera ai simpatizzanti del presidente che invitava a "raddoppiare" la municipale uscente

LUGANO - Una formulazione molto maldestra. Martino Rossi commenta con una "bacchettata" la lettera di Raoul Ghisletta inviata ai simpatizzanti del PS di Lugano (clicca qui). Nella missiva il presidente dei socialisti luganesi invitava a "raddoppiare" la municipale uscente Cristina Zanini Barzaghi. Un invito che, oltre ad essere tecnicamente impossibile, ha suscitato parecchia irritazione fra gli altri candidati al Municipio socialisti e non.
"Trovo molto maldestra la formulazione scelta da Raoul Ghisletta - dichiara al Corriere del Ticino il capogruppo uscente in Consiglio Comunale - poiché tutti i partiti della coalizione e l’assemblea del PS sono assolutamente in chiaro e hanno condiviso che questa lista ha una capolista che è la municipale uscente e che merita la rielezione".
"È una lista forte – sottolinea Rossi al quotidiano – che è frutto di un’ampia intesa e che ha candidati interessanti, che contribuiranno al miglior risultato possibile e assicureranno la rielezione di Zanini Barzaghi. Il presidente, che ha agito motu proprio, avrebbe dovuto ricordare solo questo. Il resto può invece apparire come un segno di debolezza per un candidato che debole non è".
Fa invece il pompiere il vicepresidente Carlo Zoppi che, sempre attraverso il Corriere del Ticino, invita a relativizzare quanto successo: "È stato un disguido: la lista unitaria c’è e il progetto va avanti. La lettera è stata mal scritta perché il raddoppio non ha senso. Semplicemente credo che Ghisletta abbia voluto consigliare di seguire il voto preferenziale. Non è una cosa grave: ho parlato personalmente con i candidati e i rappresentanti dei partiti, chiarendo la questione".