Il ministro: "Da parte di chi fa e vive la scuola è emerso in modo chiaro il messaggio alla collettività sulla necessità di difendere questa istituzione"
BELLINZONA - “Da parte di chi fa e vive la scuola è emerso in modo chiaro il messaggio alla collettività sulla necessità di difendere questa istituzione, in quanto tassello fondamentale per la crescita di una società. Un segnale positivo dunque, che personalmente sottoscrivo. Appelli come “basta tagli” o “giù le mani dalla scuola”, vanno recepiti positivamente, poiché espressi a difesa di un bene prezioso di tutti, che la politica deve tutelare”.
Così il direttore del DECS Manuele Bertoli commenta oggi sul Corriere del Ticino lo sciopero di ieri. E sul recente intervento del suo collega Norman Gobbi, che ha criticato una certa fascia di docenti (leggi qui) dice: “Credo che Gobbi abbia evidenziato la difficoltà di chi gestisce un sistema complesso, come possono essere la scuola e la sicurezza. Non condivido però per nulla il suo giudizio sui docenti, che ritengo essere la colonna portante della scuola e il cui parere è per me essenziale, per quanto tra DECS e docenti non sempre ci sia accordo su tutto”.
Sul fronte futuro, il ministro assicura che la scuola dell'obbligo non verrà toccata dalle misure di rientro finanziario e conclude: "Mi impegnerò per convincere una maggioranza politica e l’opinione pubblica della necessità di fare dei passi avanti nella scuola dell’obbligo, tassello preliminare di tutte le altre politiche scolastiche”.