POLITICA E POTERE
"Ricevi i sussidi in Ticino? Allora spendi in Ticino". E in Gran Consiglio è subito show. Pronzini dà del padrone a Bang. Ducry: "Bonjour tristesse: iniziativa vergognosa". Pamini: "I sussidi soldi estorti ai contribuenti con la violenza fiscale". E Merl
L'iniziativa presentata dai deputati Amanda Rückert e Fiorenzo Dadò - approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento - innesca un dibattito scoppiettante
© Ti-Press / Carlo Reguzzi
BELLINZONA - Di Donald Trump, piccoli padroni e segreto bancario. Ma che c'entra con il Gran Consiglio? Mo' ve lo spieghiamo.
 
 
Il Parlamento si è chinato oggi sull'iniziativa "Ricevi i sussidi in Ticino? Allora spendi in Ticino" presentata dai deputati Amanda Rückert e Fiorenzo Dadò. La proposta - approvata a larghissima maggioranza dal Gran Consiglio - prevede che Enti, Associazioni, aziende e privati sussidiati dallo Stato, dovranno spendere questi soldi in Ticino. Nota bene: per sussidi - citiamo dal Rapporto di Michele Guerra - si intendono quelle forme di sussidio straordinario volto all’esecuzione di opere, alla realizzazione di servizi e all’acquisto di determinati beni. Esclude invece le forme di sussidio vincolato per legge, come ad esempio le forme in ambito sanitario e medico.
 
 
 
Cronaca in presa diretta. Il dibattito parlamentare sembra procedere spedito come una lettera della posta - anche perché nessuno gruppo ha presentato un'opposizione formale attraverso un rapporto di minoranza - finché Henrik Bang, annunciando la libertà di voto dei socialisti, chiosa: "C'è chi voterà i nostri, chi gli altri".
 
 
 
Una battuta che va di traverso a Matteo Pronzini, che va al pulpito e cannoneggia: il PS non può più tergiversare sul tema della divisione dei salariati, deve dire da che parte sta. E poi, con una battuta velenosa, il deputato MPS aggiunge di poter capire Bang e la sua chiosa perché lui è pur sempre "un padrone, piccolo, ma un padrone". La replica del socialista non si fa attendere. Sottolineando la chiave ironica del suo intervento, Bang ribatte a Pronzini: "Io sono un datore di lavoro e non un padrone. E la notte scorsa sono andato a dormire all'1 e stamattina mi sono alzato alle 4 per organizzare il lavoro dei miei collaboratori, impegnati come volontari in Abruzzo. Ma c'è chi queste cose non le capisce…".
 
 
 
Polemica chiusa? Macché, siamo solo all'inizio. La deputata dei Verdi Tamara Merlo cita Donald Trump e il suo "assumi americano, compra americano", aggiornandolo in chiave ticinese. E la socialista Gina La Mantia s'arrabbia per la citazione "da parte di una donna" di Trump. Contro replica: "Sì, sono una donna, e sì posso essere d'accordo con un'affermazione di Trump, senza con questo sposare l'intera sua politica".
 
 
 
Ma poi salta su Jacques Ducry che spara a zero: "Bonjour tristesse, o forse dovrei esordire dicendo buongiorno agli evasori fiscali, al segreto bancario o a chi ricicla denaro. Questa iniziativa è sciagurata e vergognosa. Si vogliono colpire le libertà dei cittadini - addirittura con sanzioni penali, complimenti - e poi si tace su chi davvero ruba i soldi pubblici. È una legge liberticida che vuole addirittura dire ai cittadini come spendere i soldi".
 
 
 
Anche Paolo Pamini della Destra, pur votando a favore, esterna: "Se non si trattasse di denaro pubblico sarei contrario: perché uno con i suoi soldi deve fare ciò che vuole. Ma faccio notare che, ad esempio, il fatto che i ticinesi fanno la spesa in Italia è una grande fortuna per il nostro Cantone, perché consente di aumentare il potere di acquisto permettendo ai cittadini di avere maggior denaro da spendere in Ticino  in altri settori". E sui sussidi, conclude, "per me sono soldi tolti con la violenza fiscale ai contribuenti".
 
 
 
In conclusione registriamo lo scambio di battute tra Ivo Durisch e Fiorenzo Dadò. Il capogruppo socialista: "In ogni caso, non mi piace che da qualche tempo a questa parte tutta la realtà ticinese venga letta con gli occhiali di Prima i Nostri". Il capogruppo PPD: "Caro Ivo, non è questione di piacere o no. Prima i Nostri è stata approvata dal popolo e noi dobbiamo eseguire. Anche se questa iniziativa è stata presentata prima del voto popolare sull'iniziativa". Amen
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