Ma, secondo Pronzini, Noseda non spiega perché, pur avendo a disposizione venti procuratori, abbia deciso di interessarsi personalmente di questo caso: sarebbe stato più logico che Noseda affidasse questo procedimento al procuratore Paolo Bordoli, titolare dell’inchiesta sul grave errore medico, con l’amputazione dei seni alla paziente sbagliata, avvenuto nella clinica Sant’Anna nel luglio del 2014, e che perciò era già a conoscenza di tutto il caso.