Dopo il pareggio dell'ultima seduta, il Parlamento ha respinto la proposta di modifica della Legge sui diritti politici sostenuta da UDC, Lega e PS. Esultano PLR e PPD

La maggioranza del Parlamento ticinese (trainata da PLR e PPD) ha dunque deciso di respingere la modifica della Legge sui diritti politici avanzata dalla deputata democentrista Lara Filippini, con il sostegno di Lega e PS. Oggi i deputati si sono limitati a votare di nuovo sull’iniziativa parlamentare dopo che, nell’ultima seduta, era finita in pareggio.
Si ricorderà che quel pareggio propiziò le dimissioni di Silvana Minoretti. La deputata leghista, si era infatti assentata dall’aula al momento del voto per rispondere a una telefonata di lavoro. Un comportamento che aveva mandato su tutte le furie il gruppo della Lega, che si era visto sfuggire sul più bello una vittoria insperata e per la quale il Movimento lavorava da mesi. E la votazione odierna dimostra quanto sia costata quella telefonata…
Sia la Lega che la sinistra tenevano in modo particolare a questa modifica della legge elettorale. Le congiunzioni avrebbero infatti rappresentato una sorta di assicurazione per blindare le rispettive posizioni negli Esecutivi. Per contro PLR e PPD si sarebbero visti sbarrare la strada.