POLITICA E POTERE
"Qualcuno avrà il coraggio di schierarsi con la Lega e bloccare i ristorni?". Il Mattino rilancia, sorpresa Schnellmann, "congeliamoli: con Roma uno degli argomenti più sensibili sono i soldi"
Il settimanale leghista torna sul tema, mostrandosi deciso, e chiede un parere ad alcuni politici. Se le altre prese di posizione erano abbastanza scontate, il liberale rompe gli schemi: "inutile tergiversare, la Convenzione del 1974 va rinegoziata. Non è accettabile che il Ticino paghi per tutti"
LUGANO – Non ha senso mantenere i ristorni, soprattutto ora che l’Italia non ha ancora un Governo e non ha certamente l’accordo fiscale sui frontalieri al primo posto. Il Mattino è perentorio: serve il blocco immediato, e si chiede se qualcuno sosterrà i due leghisti in Consiglio di Stato.

A sorpresa, a schierarsi a favore dell’opinione del Movimento di via Monte Boglia è il liberale Fabio Schnellmann. “Quando si tratta con Roma, uno degli argomenti più sensibili sono i soldi. Quindi dico senza mezzi termini che sì, i ristorni vanno 'congelati' fintanto che determinate condizioni non verranno ottemperate. Spero vivamente che fra un paio di mesi - quando si tratterà di decidere il Consiglio di Stato avrà finalmente il coraggio di applicare questa misura”, sostiene.

“Inutile tergiversare, a suo dire: bisogna rinegoziare immediatamente la Convenzione del 1974, “è infatti vetusta e non più al passo con i tempi. Va quindi rinegoziata. Non è più accettabile che il Ticino continui a pagare, con i citati ristorni, il prezzo di quello che era un beneficio generale per tutta la Confederazione”, prosegue. “Un beneficio che però purtroppo non esiste più. Questa misura permetterà quindi di ristabilire una maggiore equità dell’imposizione e di rivedere le quote di ristorno delle imposte alla fonte: oggi a questo titolo il Ticino versa all’Italia circa 60 milioni di franchi all’anno”.

Per quanto concerne gli altri politici interpellati dal foglio leghista, concordi ovviamente Pantani (che accusa la Svizzera di scarso coraggio politico e non si mostra molto fiduciosa che il passo possa venir fatto), e Caverzasio, così come Chiesa, che però non vuole disdire la Convenzione del 1974. Tentenna Marco Romano del PPD.

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