POLITICA E POTERE
Patrizia Pesenti: "La nuova criptovaluta di Facebook fa paura"
L'ex ministra PS si scaglia contro l'ultima idea di Mark Zuckerberg: "Affidargli tutti i dati riguardanti il salario, i pagamenti, gli acquisti, i trasferimenti? Una pessima idea"

LUGANO - “La criptovaluta di Facebook fa paura”. Non usa giri di parole Patrizia Pesenti nel commentare l’ultima idea che Mark Zuckerberg ha annunciato di voler lanciare sul mercato. L’ex Consigliera di Stato socialista, attraverso la rubrica settimanale sulle nuove tecnologie che tiene sul Corriere del Ticino, si scaglia contro Libra, la moneta di digitale targata Facebook che potrà essere usata per fare pagamenti, trasferire e incassare denaro. 

La criptovaluta, scrive Pesenti, “non sarà gestita da una banca centrale come i franchi, gli euro o i dollari ma da una associazione creata da Facebook e da altre aziende: Calibra, con sede a Ginevra. Sì, in Svizzera. Per evitare che la fluttuazione ne renda impossibile l’uso come mezzo di pagamento, il suo valore sarà ancorato a un paniere di monete fisiche. La Libra non sarà controllata e garantita da una autorità centrale legittimata e riconosciuta da tutti ma dal gruppo di aziende. Dovesse andare in porto, questa valuta digitale introdurrebbe nel mercato finanziario una instabilità fin qui inimmaginabile”.

“La stabilità monetaria - afferma ancora l’ex ministra sul CdT - è essenziale per il prosperare dell’economia, ma non è una preoccupazione di Facebook. Il suo obiettivo è guadagnare ancora di più attingendo ad una nuova, ricchissima fonte di dati privati ai quali non aveva ancora accesso: i dati finanziari. Come poi utilizza i dati privati dei cittadini è ovvio dal suo business model: li vende e/o scambia con altre aziende traendone guadagni stratosferici. Affidare a Marc Zuckerberg tutti i dati riguardanti il salario, i pagamenti, gli acquisti, i trasferimenti? Non sembra una buona idea dopo la sequela di scandali nei quali è stato coinvolto. Dall’incapacità di proteggere la privacy degli utenti, passando per la contaminazione del processo elettorale americano, fino all’incapacità di bloccare i falsi utenti e le false notizie – e la lista non è esaustiva. Neppure una risposta esaustiva non si è ancora vista. L’affermazione più da brivido è stata comunque quella del vicepresidente dell’associazione Calibra: «L’obiettivo è una moneta di cui tutti possono fidarsi». Perché dovremmo fidarci più di Marc Zuckerberg che della nostra Banca nazionale non si sa. Né conforta sentire che «i dati finanziari privati non verranno messi a disposizione di terzi» – oh, grazie”. 

“Non è detto - termina Pesenti - che il progetto Libra riesca, perché cittadini e governi – compreso quello americano – non sono più sotto l’incantesimo degli anni passati, quado i mantra della Silicon Valley erano recitati con religiosa deferenza da tutti, soprattutto da chi non voleva apparire retrogrado.  (…). Piuttosto che decentralizzare il potere delle banche centrali, la criptovaluta concentrerebbe più potere nelle mani di Facebook”.

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