POLITICA E POTERE
Ristorni dei frontalieri, l'UDC attacca il Governo: "Basta teatrini"
Attacco dell'UDC al Governo: "Si sono illusi i cittadini con un pasticcio politico orchestrato dal Governo ticinese"
TIPRESS

BELLINZONA – Basta annunci, basta illusioni, basta “teatrini”. Sul dossier dei ristorni dei frontalieri l’UDC Ticino va all’attacco del Consiglio di Stato e chiede alla politica cantonale di passare dalle parole ai fatti.

Al centro della presa di posizione c’è l’iniziativa elaborata, depositata nel 2018 dal gruppo UDC e redatta dal deputato Paolo Pamini. Una proposta che, secondo i democentristi, permetterebbe al Cantone di incassare circa 20 milioni di franchi in più all’anno.

“Sul prospettato blocco dei ristorni, il Consiglio di Stato - o singoli suoi membri - hanno alimentato aspettative senza presentare finora una posizione ufficiale chiara, una strategia credibile e una via giuridicamente praticabile. Anche sul contributo italiano alla salute il quadro merita chiarezza. Se le Regioni italiane di confine applicassero effettivamente la tassa sulla salute ai frontalieri - misura che auspichiamo - ciò avrebbe anche un effetto positivo per il mercato del lavoro ticinese. Sarebbe infatti una forma concreta di azione antidumping: se i frontalieri dovranno sostenere un costo supplementare per lavorare in Svizzera, saranno meno incentivati ad accettare salari bassi, riducendo così la concorrenza sleale nei confronti dei lavoratori residenti in Ticino”, si legge nel comunicato stampa.

“La risposta del Consiglio federale all’interpellanza depositata da Lorenzo Quadri, del 21 maggio 2026, è inequivocabile: niente tagli unilaterali, niente deduzioni dai ristorni. Unaconferma di quanto la Deputazione ticinese alle Camere federali aveva già segnalato: quella strada era politicamente vigorosa, ma giuridicamente fragile. Il risultato è un pasticcio politico orchestrato dal Governo ticinese: si sono illusi i cittadini, si è creata confusione e si è trasformato un tema serio in un esercizio di comunicazione, nemmeno ben gestito”, aggiunge l’UDC.

Il partito interviene anche sul contributo italiano alla salute per i frontalieri. Se le Regioni italiane di confine applicassero effettivamente la tassa sanitaria, misura auspicata dall’UDC, ciò avrebbe secondo il partito un effetto positivo anche sul mercato del lavoro ticinese.

Il ragionamento è chiaro: se i frontalieri dovessero sostenere un costo supplementare per lavorare in Svizzera, sarebbero meno incentivati ad accettare salari bassi. Questo, secondo l’UDC, contribuirebbe a ridurre la concorrenza salariale nei confronti dei residenti.

Il capogruppo UDC in Gran Consiglio, Alain Bühler, “porterà l’iniziativa elaborata 507 in Commissione gestione e finanze, con l’obiettivo di permettere una discussione rapida e arrivare al voto in aula nella seduta di settembre. I cittadini si aspettano serietà. L’IE 507 è pronta da otto anni: tenerla ancora nel cassetto sarebbe l’ennesima prova che si preferiscono le polemiche facili ai fatti. Mentre il Consiglio di Stato brancola nel buio senza una strategia, l’UDC porta soluzioni concrete, realistiche e già pronte. Soluzioni che speriamo possano essere sostenute anche dagli altri partiti, nell’interesse del Ticino”.

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
Potrebbe interessarti anche

POLITICA E POTERE

Caso Zali, anche l'UDC chiede le dimissioni: "Non basta togliergli Polizia e Magistratura"

POLITICA E POTERE

L'UDC sui ristorni: "Il Governo sta combattendo la battaglia sbagliata"

POLITICA E POTERE

Tassa sulla salute, la perizia inchioda Roma. Il PLR: “Vitta aveva ragione, ora stop ai ristorni”

POLITICA E POTERE

Tassa sulla salute, Quadri sollecita Berna dopo la perizia Hinny

POLITICA E POTERE

Ristorni, il Ticino blocca 50 milioni: “Ora tocca anche alla Confederazione”

POLITICA E POTERE

Frontalieri e perequazione. Tre domande a Manuele Bertoli

In Vetrina

PANE E VINO

Enoturismo, la Cantina alla Maggia di Ascona tra le eccellenze svizzere

10 OTTOBRE 2026
LETTURE

“Il Ticino e i suoi comuni”, storie di un mondo che cambiava

08 OTTOBRE 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

Carovita, la rivolta dei sindacati: "Il Governo riconosce solo lo 0,25%, non basta"

07 OTTOBRE 2026
PANE E VINO

Giglia apre nel salotto di Lugano: una nuova casa per i suoi celebri Marron Glacé

06 OTTOBRE 2026
BANCASTATO

Sostenibilità, ecco le tre PMI premiate da BancaStato

06 OTTOBRE 2026
TELERADIO

È morto Marco Blaser, una vita davanti alle telecamere della RSI

05 OTTOBRE 2026
LiberaTV+

IL FEDERALISTA

Marina Masoni: la speranza, l'espediente, il baratro. E "il silenzio sui conti"

27 SETTEMBRE 2026
SECONDO ME

"Basta campare di politica e CdA!"

02 OTTOBRE 2026
SECONDO ME

Dadò: "Inchieste sì, ma indipendenti e credibili"

04 OTTOBRE 2026