In Gran Consiglio Zali parlava di un incontro già previsto con Fabiola Gnesa. Oggi, nell’intervista a laRegione, afferma di non essere stato a conoscenza della presenza della magistrata

BELLINZONA – C'è un frammento dello streaming della seduta del Gran Consiglio dell'8 giugno scorso che merita attenzione. Nel suo intervento, il consigliere di Stato Claudio Zali afferma che l'unica autorità giudiziaria che ancora non ha incontrato è la magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa e aggiunge che il giorno successivo è previsto un incontro con lei per discutere "un caso piuttosto urgente". GUARDA IL VIDEO A QUESTO LINK E IN CODA ALL'ARTICOLO
Eppure, nell'intervista pubblicata oggi da laRegione sul caso del quattordicenne detenuto alla Farera, Zali fornisce una versione che sembra diversa. ‘Ho chiesto una riunione, ma non sapevo che avrei incontrato la magistrata Gnesa’, ha scritto il direttore Daniele Ritzer nel sottotitolo dell'intervista.
Due affermazioni che, almeno a prima vista, sembrano difficili da conciliare. Da una parte l'annuncio pubblico, pronunciato in Parlamento, di un incontro già previsto per il giorno successivo con la magistrata dei minorenni per affrontare un caso urgente. Dall'altra la dichiarazione odierna secondo cui non avrebbe saputo di dover incontrare proprio Fabiola Gnesa.
Ma che cosa ha detto esattamente Claudio Zali al direttore della Regione? Ecco la risposta integrale che riguarda Fabiola Gnesa.
"Mi rivolgo alla mia segretaria chiedendole di organizzare una riunione con la responsabile della Divisione della giustizia, Frida Andreotti, per approfondire la situazione. Andreotti, dopo il riassetto organizzativo, è direttamente subordinata al mio Dipartimento.
L'incontro, come già emerso sulla stampa, si svolge il 9 giugno nel mio ufficio. Non ero a conoscenza del fatto che, oltre ad Andreotti, avrebbero partecipato anche il direttore delle strutture carcerarie Stefano Laffranchini e la direttrice medica del Servizio di medicina penitenziaria dell'EOC, Teresa Salamone. Soprattutto, non è stata una mia iniziativa convocare la magistrata dei minorenni Fabiola Gnesa.
Alla luce della sua presenza, ho subito precisato che non era né mia intenzione né mia facoltà interferire nelle decisioni di competenza dell'autorità giudiziaria. Ho tuttavia richiamato l'attenzione dei funzionari sul fatto che il collocamento a tempo indeterminato di un quattordicenne alla Farera appariva altamente problematico e ho esortato i presenti a individuare possibili soluzioni alternative.
Ero al tempo stesso preoccupato e infastidito da questa situazione, indipendentemente dal fatto che si trattasse del figlio di una mia conoscente. Ciò che ho fatto, ossia chiedere un incontro di chiarimento, lo avrei fatto e lo rifarei per qualsiasi ragazzo di 14 anni che si trovasse in una situazione analoga".