Il comunicato della Lega dei Ticinesi: dimissioni di responsabilità, ma “clima d’odio antileghista” inaccettabile

BELLINZONA – Claudio Zali rassegnerà le dimissioni dalla carica di consigliere di Stato con effetto dalla fine di settembre 2026 e non si presenterà alle prossime elezioni cantonali. Lo comunica la Lega dei Ticinesi, precisando che la decisione è stata discussa e condivisa dal coordinamento riunitosi ieri sera.
Il Movimento definisce quello del ministro un passo “difficile e doloroso”, compiuto per tutelare le istituzioni e la Lega e per consentire che gli accertamenti in corso possano svolgersi con serenità. Una scelta politica che, sottolinea il comunicato, “non anticipa alcun giudizio sul piano giudiziario”.
Il riferimento è in particolare all’istruttoria relativa alla vicenda del minorenne detenuto alla Farera. Zali ha ribadito di non aver commesso irregolarità, mentre toccherà alle autorità competenti ricostruire e accertare i fatti.
“Fino ad allora, la presunzione d’innocenza non è una concessione, ma una garanzia che deve valere per tutti”, afferma la Lega.
Il Movimento passa poi al contrattacco, sostenendo che la decisione sia maturata anche in un clima di pressione politica e mediatica “sproporzionata”, alimentata da quello che definisce il “ricorrente odio antileghista”.
Secondo la Lega, quando nel mirino finisce un suo esponente, “il sospetto” viene trasformato rapidamente “in verdetto” e la richiesta di chiarimenti in una condanna anticipata. “I fatti possono attendere, la sentenza evidentemente no”, si legge nella nota.
Le dimissioni, insiste il Movimento, non rappresentano né un’ammissione di colpa né “il trofeo di chi coltiva una resa dei conti con la Lega e con il suo elettorato”. Sono invece presentate come una scelta di responsabilità che merita rispetto, indipendentemente dall’appartenenza politica.
Nel comunicato trova spazio anche un bilancio dell’attività istituzionale di Zali. La Lega lo ringrazia per oltre trent’anni di servizio, prima come giudice e successivamente per più di dodici anni in Consiglio di Stato e alla guida del Dipartimento del territorio.
Tra i dossier ricordati figurano il potenziamento del trasporto pubblico dopo l’apertura della galleria di base del Ceneri, la Rete tram-treno del Luganese e il Piano energetico e climatico cantonale. “Gli ultimi giorni non possono cancellare un intero percorso politico e istituzionale”, sostiene il Movimento.
“Il passo indietro di Claudio non sarà quello della Lega”
La partenza di Zali apre ora una nuova fase per il partito. “Il passo indietro di Claudio non sarà un passo indietro della Lega”, afferma il comunicato. La responsabilità assunta dal ministro dovrà diventare, nelle intenzioni del Movimento, la forza di una Lega “più unita, più aperta” e determinata a restare al fianco dei ticinesi.
Il partito assicura che continuerà a lavorare nei Comuni e nelle istituzioni sui temi del lavoro, del potere d’acquisto, della sicurezza, della socialità e dell’autonomia cantonale. La Lega, si legge, non è “una poltrona né un singolo nome”, ma una comunità politica radicata nel territorio.
Resta confermata l’assemblea del 31 luglio, chiamata ora a discutere il nuovo scenario politico, il rinnovamento interno e il percorso verso le elezioni cantonali del 2027.
“È nei momenti difficili che un Movimento dimostra la propria solidità”, conclude la Lega, assicurando di voler affrontare il passaggio con unità e “lo sguardo rivolto al futuro”.