POLITICA E POTERE
Lugano Marittima, i Verdi riaprono il dossier Foce: “Quale futuro per gli spazi sul lago?”
Baratti, Mengotti e Orelli chiedono al Municipio di non fermarsi ai numeri delle presenze: nel mirino accessibilità, commercializzazione dello spazio pubblico, costi e strategia per le rive cittadine
TiPress / Massimo Piccoli

Il successo di Lugano Marittima non chiude il dibattito sulla Foce. Anzi, secondo il gruppo Verdi e indipendenti, i numeri registrati durante l’estate dovrebbero essere proprio il punto di partenza per una riflessione più ampia sul futuro di uno dei pochi spazi cittadini direttamente accessibili al lago.

È questo il senso dell’interrogazione firmata da Danilo Baratti, Marisa Mengotti e Luisa Orelli, che chiede al Municipio di andare oltre il bilancio positivo dell’iniziativa e di interrogarsi sul modello scelto per la gestione della Foce.

Il nodo, per i firmatari, non riguarda soltanto una manifestazione molto frequentata o le misure adottate per governarne i picchi di affluenza. La questione è più politica: quale funzione deve avere uno spazio pubblico sul lago e quanto può essere occupato, regolato e commercializzato senza snaturarne il carattere?

Nel testo si sottolinea come, nei mesi più caldi, la possibilità di raggiungere liberamente l’acqua e trascorrere del tempo all’aperto assuma un valore crescente per la qualità di vita della popolazione. Da qui il dubbio sulla scelta di destinare per diversi mesi una parte significativa della Foce a un’offerta organizzata e prevalentemente commerciale.

I Verdi e indipendenti pongono inoltre una questione culturale. A loro giudizio, l’attuale modello lascia poco spazio a realtà associative, indipendenti e private che potrebbero proporre modalità differenti di utilizzo della Foce. Il successo in termini di pubblico, osservano, dimostra l’attrattività del luogo, ma non necessariamente che quella attuale sia l’unica soluzione possibile.

Sullo sfondo c’è anche il tema climatico. Con estati sempre più calde, secondo i firmatari diventa necessario interrogarsi su quali aree direttamente accessibili all’acqua debbano essere preservate o progressivamente restituite alla fruizione libera.

Prima di confermare Lugano Marittima anche per il futuro, chiedono quindi al Municipio una discussione più ampia sul rapporto tra città, lago, spazio pubblico e qualità urbana.

Domande al Municipio

1. Qual è la superficie complessiva della Foce (lato porto) occupata dall’infrastruttura e dalle attività di Lugano Marittima durante i mesi estivi e per quanti giorni all’anno tale spazio viene sottratto alla libera fruizione? Quali spazi della Foce (lato porto) rimangono effettivamente accessibili alla popolazione gratuitamente e senza obbligo, esplicito o implicito, di consumazione?
2. Come valuta il Municipio l’impatto dell’attuale organizzazione sul diritto di utilizzare liberamente uno dei pochi accessi cittadini al lago? Come valuta il Municipio il rapporto tra la progressiva introduzione di misure di controllo e sicurezza e il carattere di spazio pubblico della Foce?
3. In particolare, ritiene che le recenti limitazioni all’accesso siano compatibili con la funzione di luogo pubblico? Il Municipio ha valutato alternative alle attuali misure di contenimento e controllo, con interventi sulle cause e sull’organizzazione dello spazio anziché sulle modalità di accesso e sulla sicurezza?
4. Come vengono definiti i contenuti della programmazione musicale e culturale di Lugano Marittima? Il Municipio ritiene che l’attuale proposta aggiunga qualcosa di significativo alla semplice funzione di intrattenimento e di ristorazione? Più in generale: quali sono gli obiettivi di politica culturale, sociale e urbana che il Municipio intende perseguire attraverso Lugano Marittima e in che modo questi obiettivi vengono valutati e verificati annualmente?
5. Quali sono le ragioni per cui la programmazione e la gestione dello spazio vengono affidate secondo l’attuale modello con restrizioni proibitive per realtà più piccole e non attraverso una procedura che permetta anche a realtà associative, culturali e indipendenti di presentare proposte alternative? Il Municipio ha mai valutato la possibilità di destinare una parte della Foce, durante l’estate, a un concorso di idee o bando pubblico, con una giuria indipendente e criteri di valutazione trasparenti? Se sì, con quali risultati? Se no, per quale motivo?
6. Quali sono i costi complessivi sostenuti direttamente o indirettamente dalla Città per Lugano Marittima e quali sono, a fronte di questi costi, i ricavi generati dall’iniziativa per la Città?
7. Il Municipio ha valutato l’impatto dei prezzi praticati all’interno di Lugano Marittima sull’accessibilità dell’area per fasce della popolazione con minore disponibilità economica? Non ritiene che un luogo pubblico di tale rilevanza debba garantire anche la possibilità di permanervi senza dover necessariamente consumare?
8. Non pensa il Municipio che prima di procedere alla riproposizione di Lugano Marittima andrebbe aperta una discussione – coinvolgendo popolazione, associazioni, operatori culturali, giovani e realtà economiche del territorio — sull’opportunità della stessa, valutando anche l’ipotesi di lasciare la Foce integralmente libera e accessibile alla popolazione durante i mesi estivi?
9. Considerato l’aumento delle temperature estive e l’importanza crescente degli spazi pubblici freschi e accessibili, anche nelle ore serali, quale strategia intende adottare la Città per aumentare e non diminuire l’accesso gratuito della popolazione al lago e alle sue rive?
10. Più in generale, non ritiene il Municipio che sia giunto il momento di ripensare complessivamente il rapporto di Lugano con il proprio lago, aumentando gli spazi pubblici direttamente accessibili, soprattutto nei mesi estivi, invece di concentrare una parte crescente delle attività in spazi regolati, commercializzati o assegnati attraverso iniziative specifiche? Intende elaborare una strategia complessiva per l’utilizzo pubblico delle rive cittadine, individuando nuovi spazi da restituire alla libera fruizione durante l’estate?

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