SECONDO ME
Lugano Marittima, gli spazi pubblici e i divieti
Lettera aperta al Municipio dei consiglieri comunali Petra Schnellmann e Carlo Zoppi
TIPRESS/PICCOLI

di Petra Schnellmann (PLR) e Carlo Zoppi (La Sinistra) *

Prendiamo atto del fatto che la situazione alla Foce venga oggi descritta come più tranquilla, più pulita e maggiormente controllata. Nessuno ha mai negato l'esistenza di problematiche legate alla sicurezza e all'ordine pubblico. Rimane tuttavia necessario allargare la riflessione.

Lugano Marittima si svolge su uno spazio pubblico particolarmente prezioso per la nostra Città: la Foce e le rive del lago. Luoghi appartenenti a tutta la collettività e che, proprio per la loro natura, dovrebbero rimanere il più possibile aperti, accessibili e inclusivi. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescente introduzione di controlli, limitazioni e divieti. Misure che possono essere comprensibili ma che rischiano di modificare progressivamente il rapporto tra cittadini e spazio pubblico.

In tutti questi anni la Città non è riuscita ad aumentare il numero di accessi pubblici al lago e, al contrario, ne ha persi alcuni. Oltre a Lugano Marittima, anche lo spazio dell'ex Mojito, affacciato su Piazza Manzoni, è stato trasformato in uno spazio commerciale accessibile unicamente ai clienti.

Non va dimenticato che la Città ha investito importanti risorse per valorizzare il comparto della Foce. Interventi quali il pontile frangiflutti e la riqualifica dell'area avevano proprio l'obiettivo di rendere questi spazi più attrattivi, frequentati e vivi. Sarebbe quindi paradossale se la risposta alle criticità emerse fosse quella di rendere questi luoghi sempre più controllati e regolamentati.

È importante che la popolazione e i decisori politici abbiano chiarezza su quali misure vengano applicate e con quali finalità per comprendere quanto siano proporzionate, quali obiettivi concreti si intendano perseguire e quali politiche il Municipio intenda mettere in campo per affrontare le cause del disagio.

Comprensibile la decisione del Municipio di consentire l'introduzione dell'acqua. In un periodo caratterizzato da una forte canicola e da un'importante affluenza. Il dibattito sviluppatosi nelle ultime settimane, anche attraverso la petizione promossa dalla Gioventù Comunista, ha comunque avuto il merito di riportare al centro un principio fondamentale: Lugano Marittima si svolge su suolo pubblico e il libero accesso a questi spazi deve rimanere un valore da preservare.

Il problema rimane il crescente disagio giovanile. Se un fenomeno problematico viene semplicemente allontanato da un luogo senza essere affrontato nelle sue cause, il rischio è quello di spostarlo altrove. Lontano forse dagli occhi, ma non per questo risolto.

La vera domanda è quale Lugano vogliamo costruire. Una Lugano che risponde alle criticità con un numero sempre maggiore di controlli, restrizioni e divieti, oppure che investe maggiormente nella responsabilizzazione, nella prevenzione, negli spazi di aggregazione e nelle opportunità offerte ai giovani?

Sicurezza e prevenzione non sono alternative. Al contrario, dovrebbero procedere insieme. Una comunità forte non si costruisce soltanto attraverso controlli e divieti, ma affrontando le cause dei problemi e investendo nel nostro futuro.

* consiglieri comunali Lugano

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