LUGANO - Cinquemila pacemaker: tanti ne sono stati impiantati a partire dal 1973 dall’équipe del Prof. Moccetti, dapprima all’Ospedale Civico di Lugano (i primi 1680), poi, dal luglio 1999, al Cardiocentro Ticino, dove questi interventi hanno acquisito sempre più qualità e sicurezza anche grazie al supporto dei team chirurgico e anestesiolo-gico, rispettivamente diretti dal Prof. Siclari e dal Dr. Cassina.Il traguardo dei cinquemila è stato raggiunto venerdì scorso; a eseguire l’interven to, il Dr. Marco Moccetti insieme con il Dr. François Regoli, supportati dal team car-diochirurgico composto dal primario Prof. Francesco Siclari e dal Dr. Rafael Trunfio.Inventato nel 1960 dall’ingegnere statunitense Wilson Greatbatch, il pacemaker (temine inglese che significa “segna-ritmo”) ha permesso di prolungare la vita, e di migliorarne la qualità, a tanti pazienti in ogni parte del mondo, non solamente anziani. L’evoluzione tecnologica, davvero straordinaria, ha consentito di ottimiz- zare le prestazioni del dispositivo e di ridurne sensibilmente l’ingombro. Si pensi che i primi pacemaker, a causa delle loro dimensioni, potevano essere impiantati solo nell’addome; oggi, trovano sede in una tasca sottocutanea nella zona toraci- ca, pesano pochi grammi e hanno le dimensioni di un orologio da tasca.La precisa contabilità, che esclude dal computo gli impianti di dispositivi più evo luti (risincronizzatori e defibrillatori), si deve all’attenta ed efficientissima cura dell’aiuto medico Tosca Morenzoni, che da ben 33 anni gestisce ogni singolo pace- maker destinato a “segnare” il ritmo cardiaco dei pazienti ticinesi.