CANTONALI 2019
Quadri sul calo della Lega: "I segni meno non fanno piacere e non vanno sottovalutati, ma contava mantenere i due seggi in Governo"
Il Consigliere nazionale leghista: "È ovvio che non si può crescere in eterno. I risultati alle urne hanno confermato l'inaffidabilità dei sondaggi, che vengono fatti solo per..."
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LUGANO – In attesa dei risultati per il nuovo Gran Consiglio, in casa Lega si festeggia la conferma dei due seggi in Governo grazie a Norman Gobbi, il più votato in assoluto, e Claudio Zali. È proprio il mantenimento dei due seggi "l'aspetto che più conta", secondo il Consigliere Nazionale leghista Lorenzo Quadri.

"I segni meno – scrive su Facebook – non fanno piacere e non vanno sottovalutati. Anche se è ovvio che non si può crescere in eterno. Certamente vanno considerati: il calo della partecipazione al voto; le schede senza intestazione; il fatto che uno più uno in politica non fa mai due e quindi paragonare il risultato della lista Lega/Udc con il risultato ottenuto quattro anni fa è fuorviante; i sondaggi che continuando a dare per scontata la conferma leghista ed il seggio PS a rischio, hanno portato a un rilassamento a destra e ad una maggiore mobilitazione a sinistra".

E ancora: "Pur con tutto questo, quando cominciano a comparire i segni meno non bisogna cercare pretesti ma farsi un esame di coscienza. Tanto più che la vera sfida, quella che conta per il futuro del Paese, non è tra i singoli partiti, bensì tra chi svende la Svizzera all'UE (triciclo PLR-PPD-PSS), con tutto quel che ne consegue specialmente per il Ticino, e chi invece difende l'indipendenza e la sovranità elvetiche”.

"E se il triciclo – conclude Quadri – nel suo complesso (anche perché le differenze tra l'una e l'altra "ruota" si fanno sempre più irrilevanti) cresce, mentre il fronte anti-UE cala, c'è motivo di preoccuparsi. I risultati alle urne hanno inoltre confermato l'inaffidabilità dei sondaggi. Che evidentemente vengono fatti solo per influenzare l'esito delle elezioni/votazioni”

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