Fiducioso il direttore di Lugano Airport Maurizio Merlo: "Troveremo un accordo, i rapporti coi privati ora sono buoni"

LUGANO – “Servono davvero i due nuovi hangar provvisori all’aeroporto di Lugano?”. È questa la domanda che si è posto il Tribunale federale, accogliendo il ricorso dell’imprenditore Dario Kessel (patrocinato dall’avvocato Paolo Luisoni), proprietario di diversi terreni in zona aeroporto, contro la realizzazione delle due nuove strutture da sei milioni di franchi, approvata lo scorso maggio dal Consiglio comunale di Lugano.
I giudici di Losanna hanno ordinato al Tribunale amministrativo federale di rivedere il caso ed analizzare se davvero è necessaria la costruzione dei nuovi hangar.
“I precedenti giudici – si legge nella sentenza riportata dal Cdt – non hanno esaminato approfonditamente la giustificazione del progetto e non si sono espressi sulle ragione per cui esso sarebbe necessario per il mantenimento dell’esercizio dell’aeroporto”.
Il Tribunale federale ha motivato la sua decisione ricordando che, come regolato dal Piano settoriale dell’infrastruttura aeronautica (PSIA), “gli edifici provvisori che non soddisfano la concessione sono ammessi solo in motivati casi eccezionali ed essi devono essere necessari al mantenimento dell’esercizio e non devono ostacolare l’ampliamento degli impianti aeroportuali”.
Toccherà quindi all’aeroporto dimostrare che la costruzione dei due hangar provvisori non pregiudicherà lo sviluppo dello scalo e che sarà necessaria al mantenimento dell’esercizio aeroportuale.
“Basta guardare – ha dichiarato il direttore di Lugano Airport Maurizio Merlo al Cdt – gli altri aeroporti del mondo e confrontare l’offerta di hangar che abbiamo a Lugano. Noi siamo quelli che ne hanno di meno e nei nostri non ci stanno neppure tutti gli aerei. I Saab 200, per esempio, sono troppo lunghi”.
Malgrado la stop forzato dei lavori imposto dal Tribunale federale, Merlo si è detto fiducioso. “Troveremo un accordo con Kessel. I rapporti con lui sono migliorati”.
Il sindaco di Lugano e membro del Cda dell’aeroporto Marco Borradori ha dichiarato al Corriere del Ticino di “non escludere che la Città rinunci alla costruzione dei due hangar provvisori utilizzando i sei milioni per altro”.
Parlando del recente progetto presentato dai privati (tra cui proprio da Kessel e Silvio Tarchini), che intendono realizzare anche un albergo e un nuovo terminal, Borradori ha dichiarato che “ora i rapporti sono buoni e per noi è un’opportunità trattare con loro”.