CRONACA
Tonini e un gruppo di ticinesi a pochi metri dalla tragedia. "Ho visto rianimare una persona che poi non ce l'ha fatta"
Lo scontro tra una nave di bandiera svizzera e un battello turistico ha provocato sette morti e 21 dispersi. Il leghista, assieme a dei colleghi, si trovava poco distante. "Il destino ha voluto che non fossimo più nella zona dell'impatto"

BUDAPEST – La vita, in un momento. Trovarsi proprio in quel luogo, in quell’istante, oppure un po’ più in là. Mercoledì sera un’imbarcazione di bandiera svizzera è entrata in collisione con un battello turistico, a Budapest. 

Il battello si è ribaltato, sette turisti sudcoreani sono morti, 19 più due persone ungheresi dell’equipaggio sono disperse, 7 sono all’ospedale con sintomi di ipotermia.

È stato senza dubbio un risveglio da paura per diversi ticinesi: a Budapest si trova un gruppo di persone provenienti dal nostro Cantone, in trasferta con l’assicurazione dove lavorano.

Tra loro c’è il deputato leghista Stefano Tonini, che in un post social fa capire quanto la vita, in fondo, sia effimera.

"Ieri sera ero sul Danubio. Ero a bordo di un battello a cenare in compagnia di tutti i miei colleghi e questa foto l’ho scattata pochi minuti prima dell’incidente di cui tutti abbiamo sentito parlare in queste ore”, scrive a corredo dell’imamgine.

“Noi, grazie a Dio, stiamo bene e il destino ha voluto che non fossimo più nella zona dell’impatto, ma ho comunque vissuto quegli attimi con angoscia, vedendo la tragedia che si stava consumando di fronte ai miei occhi. Ho infatti assistito alla rianimazione di una persona coinvolta nell’incidente che purtroppo non ce l’ha fatta e, pochi istanti dopo, ho anche visto il corpo esanime di una persona galleggiare sul fiume”, è il suo commosso racconto.

“È in queste tragedie che ci si accorge di quanto sia incerta questa vita e di quanto il destino faccia il proprio corso senza guardare in faccia nessuno. In un momento del genere mi sento vicino alle persone coinvolte e soprattutto alle loro famiglie che in queste intense ore stanno piangendo i loro cari. Una preghiera è perciò rivolta a tutti coloro ai quali il Danubio ha strappato violentemente una vita”, prosegue, per poi concludere con una frase di Dag Hammarskjöld: “Non ci è dato di scegliere la cornice del nostro destino, ma ciò che vi mettiamo dentro è nostro”.

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