CRONACA
Strage di Crans, ritratto di Jacques Moretti: le condanne, i soldi, le ombre...
Il quadro che emerge dai media francesi e confederati è che emerge è quello di una figura che ha costruito la propria parabola recente su una combinazione di gestione opaca, controlli deboli e risorse finanziarie di origine non chiarita
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CRANS-MONTANA - Negli anni precedenti alla tragedia di Crans-Montana, Jacques Moretti e sua moglie Jessica Moretti erano riusciti a costruire, nel cuore del Vallese, un patrimonio immobiliare e commerciale sorprendente per rapidità e dimensioni. Case unifamiliari, ristoranti, una pensione e, soprattutto, il bar-club Le Constellation, divenuto uno dei locali più frequentati della stazione sciistica. Un’ascesa che oggi, alla luce dell’incendio costato la vita a decine di persone, viene riletta anche alla luce del passato giudiziario di Jacques Moretti e delle molte zone d’ombra che accompagnano il percorso della coppia.

Originario della Corsica, Jacques Moretti non arriva in Svizzera come imprenditore affermato né come figura dotata di capitali rilevanti. Il suo nome compare per la prima volta in modo significativo nelle cronache giudiziarie francesi nel 2008, quando viene condannato dal Tribunale correctionnel di Annecy per incitamento alla prostituzione. La pena inflitta è di dodici mesi, di cui otto con la condizionale, con quattro mesi di detenzione effettiva. L’inchiesta riguarda l’organizzazione di attività che, secondo i giudici, favorivano e indirizzavano giovani donne verso la prostituzione, in un contesto che includeva anche spostamenti transfrontalieri verso l’area ginevrina.

Alcuni media francesi collocano quella condanna in un quadro più ampio, parlando di un passato segnato da vicende legate allo sfruttamento della prostituzione e, in almeno un caso, alla privazione della libertà personale. Dopo quella condanna, tuttavia, Moretti non risulta più coinvolto in procedimenti penali analoghi in Francia. Resta però un profilo giudiziario che viene descritto come “sfavorevolmente noto” alle autorità, un elemento che oggi riemerge nel dibattito pubblico.

Negli anni successivi, tra Francia, Corsica e Svizzera, Moretti attraversa una fase imprenditoriale instabile, segnata – secondo ricostruzioni giornalistiche e dichiarazioni di professionisti che hanno seguito alcune vicende – da fallimenti e chiusure di attività. Nulla, in quel periodo, lascia presagire l’improvviso salto patrimoniale che si manifesterà più tardi.

Il punto di svolta arriva con il trasferimento in Vallese. A partire dal 2020, Jacques e Jessica Moretti entrano nel mercato immobiliare e commerciale di Crans-Montana. Prima come gestori, poi come proprietari, rilevano il bar Le Constel, che successivamente acquistano e ribattezzano Le Constellation. Nello stesso periodo iniziano una serie di acquisizioni: abitazioni unifamiliari con terreni e garage, un ristorante nel centro della località, la pensione Le Vieux Chalet a Lens e altri immobili nei comuni limitrofi.

Un elemento colpisce in modo particolare gli osservatori: nessuno di questi beni risulta gravato da ipoteche. Le verifiche catastali indicano che gli acquisti sarebbero stati effettuati interamente con fondi propri, senza ricorso a prestiti bancari. Una circostanza considerata atipica nel contesto svizzero, soprattutto in una località come Crans-Montana, dove anche investitori molto facoltosi ricorrono abitualmente al credito ipotecario. È questo dato, più ancora del passato giudiziario, ad alimentare interrogativi insistenti sull’origine delle risorse finanziarie della coppia.

A sollevare pubblicamente questi dubbi è anche Sébastien Fanti, avvocato francese che rappresenta alcune delle vittime dell’incendio. Fanti, nelle sue dichiarazioni alla stampa francese sottolinea come l’improvviso accumulo di immobili per oltre tre milioni di franchi, senza indebitamento, appaia difficilmente spiegabile se rapportato al percorso professionale precedente di Jacques Moretti. L’avvocato richiama anche i canoni d’affitto elevati pagati in passato per la gestione dei locali, osservando come tali costi rendano ancora più arduo comprendere l’origine di liquidità così ingenti.

Nel frattempo, Le Constellation diventa uno dei simboli della movida locale. Dopo l’incendio, emergerà come il locale fosse caratterizzato da una gestione disinvolta del rischio: uso ricorrente di effetti pirotecnici in spazi chiusi, materiali interni altamente infiammabili e una ristrutturazione interna che lo stesso Moretti aveva descritto come realizzata “in proprio”, senza l’intervento di professionisti specializzati. Elementi che oggi sono al centro dell’inchiesta penale.

Attualmente, Jacques e Jessica Moretti sono indagati per omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Vale, come sempre, il principio della presunzione d’innocenza. Nessuna delle informazioni sul passato di Jacques Moretti costituisce, di per sé, una prova di responsabilità per la tragedia di Capodanno. Tuttavia, il ritratto che emerge è quello di una figura che ha costruito la propria parabola recente su una combinazione di gestione opaca, controlli deboli e risorse finanziarie di origine non chiarita, in un contesto dove le autorità – come ammesso dagli stessi responsabili comunali – hanno mostrato gravi falle.

Per questo, oggi, il caso Moretti non è soltanto il caso di un incendio devastante. È diventato il simbolo di una catena di responsabilità che si estende ben oltre quella notte, e che impone di interrogarsi non solo su chi abbia acceso la miccia, ma su come sia stato possibile che tutto questo accadesse.

 

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